Tra sfottò e omaggi il palio è da urlo

Sciarpe, bandiere, striscioni, magliette e tanti cori per sostenere la propria contrada e per prendere in giro gli avversari. Sugli spalti dello stadio c'è tutta la città

Sciarpe, bandiere, striscioni e magliette. Sono un tripudio di colori le tribune del Mari per il palio di quest’anno. Divisi come sempre in contrade, si calcolano in almeno 10mila le persone che hanno voluto esserci a questa edizione 2011 del palio. Colorati e rumorosi, sono stati un elemento essenziale per la riuscita della manifestazione.  Molti lo hanno  vissuto come una allegra “scampagnata” trasformando il prato per i tifosi in un grande bivacco mentre altri, molti altri, lo hanno vissuto da protagonisti. Diverse coreografie hanno così animato le otto tifoserie. Alcune come Sant’Erasmo o Legnarello si sono ricoperte da enormi striscioni sia per celebrare la propria squadra che per attaccare i loro avversari. Altre invece hanno puntato su pon pon e bandierine mentre altre ancora hanno optato su massicci lanci di coriandoli.

Ma oltre ai suoi colori, il palio colpisce anche per le sue voci. I tifosi delle contrade si sono fronteggiati per tutto il pomeriggio in una battaglia a suon di cori e canti che hanno tolto la voce a molti. Anche in questo caso, diversi cori urlati dalle tribune erano contro gli avversari.  E come in una partita di calcio, nei momenti di sofferenza i tifosi avversari mettono il dito nella piaga. Per questo motivo si sono registrati alcuni momenti di tensione. Quando, infatti, Sant’Erasmo è stata eliminata dalla competizione, un boato di sfottò ha scosso lo stadio. Molti dei tifosi della contrada si sono visibilmente risentiti, la tensione è salita e solo l’intervento degli agenti in tenuta anti sommossa ha ristabilito la calma.
Ma questo piccolo incidente non ha certo rovinato la festa. Gli occhi dei moltissimi bambini, ad esempio, sono stati per tutta la giornata incollati su dame, cavalieri e soldati mentre i numerosi punti ristoro hanno trasformato in “sagra” il palio.

Alla fine, come un copione che si ripete, mentre la vincitrice San Magno scavalca le barriere e invade la pista, le contrade perdenti “scompaiono” in men che non si dica. E anche se i tifosi di San Magno non sono molto numerosi essendo infatti una contrada piuttosto piccola del centro città, la loro gioia è stata enorme. Portando in trionfo il loro fantino, in molti si sono commossi. Un fiume di lacrime ha rigato il viso di molti per un momento tanto atteso. E caricata la croce in spalla, i tifosi della contrada si sono riversati per le vie cittadine per una lunga notte di festeggiamenti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 maggio 2011
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