“Troppo caro l’ascensore per la chiesa!”. “Era nel programma”

Botta e risposta tra un cittadino di Brenta e il candidato per la lista “uniti per Brenta”, attuale vicesindaco

ascensore brenta chiesaUltimi lampi in campagna elettorale a Brenta, dove i candidati delle due liste sono impegnati nella caccia al voto. La polemica arriva oggi su di una questione “nuova” (virgolette d’obbligo, poichè un’altra chiesa, ma questa volta il santuario di San Quirico, è stata oggetto di aspre polemiche su varesenews) proposta dalla lettera al direttore da parte di un lettore e rivolta al candidato Ballardin, in merito all’ascensore in costruzione per arrivare alla chiesa del paese. (nella foto, i lavori in corso nel centro storico del paese)
Si tratta di uno dei temi che lo stesso Ballardin ha illustrato in campagna elettorale nel corso di un incontro pubblico. Le considerazioni del lettore, che per suo desiderio non vuole comparire, sono seguite dalla risposta del candidato sindaco della lista “Uniti per Brenta”, appunto Gianpietro Ballardin. (ac).

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Egr. Direttore di Varesenews

Ho appreso qualche giorno fa che il sig.Ballardin, attuale candidato sindaco, ha pubblicamente esaltato un "ascensore per il paradiso" e francamente mi sono venuti i brividi nel constatare la manipolazione che è solita fare l’attuale Vicesindaco, il quale esagera sempre in protagonismo.
Chi scrive è un disabile e trova un forte imbarazzo, apprendere che per i così detti “diversamente abili" l’Amministrazione Comunale investa 250mila euro per un ascensore che porta all’interno della chiesa parrocchiale.
Preciso che sono anch’io favorevole ad una soluzione, certo si poteva fare diversamente e sopratutto con minore costo..
Mi chiedo se un buon padre di famiglia può fare una simile spesa non valutando tutti i pro e i contro.
Caspita sono 27 anni della mia pensione! Avrebbero magari dovuto sentire anche la popolazione di Brenta, ma questo non è stato fatto. Tipico comportamento del candidato Sindaco Ballardin, lui decide e gli altri fanno solo la mera figura di “comparsa” (vedere quanto successo con l’attuale Sindaco di Brenta)
In merito a questa vicendaisulterebbe che nnnéa Curia nnnéa parte dell’amministrazione comunale di area Partito Democratico di cui il sig Ballardin è rappresentante (e il quale poi si nasconde dietro una lista civica, anche se poi si presenta come consigliere provinciale per il P.D.), vi sia un esborso di alcunché.
Ma non diciamo cose false: i soldi comunque dovranno essere restituiti e di certo dalle casse comunali, quindi anche da parte dalla popolazione di Brenta.
Semplice pensare che l’amministrazione comunale fa fare il progetto e dice noi facciamo fare “l’ascensore per il paradiso” ma se il costo è così elevato comunque noi lo facciamo per una giusta causa, e poi i soldi vengono tramite i contributi FRISL della regione, ma che dovranno essere rimborsati comunque.
Non mi sembra un comportamento corretto questo, dire una cosa solo per apparire in campagna elettorale.
Inoltre vorrei capire meglio chi gestirà l’impianto.
Come verrà gestito l’accesso all’ascensore? Sarà sempre disponibile anche per gli anziani o solo le persone disabili potranno utilizzarlo?
Una volta in chiesa dove ci collocheremo noi “diversamente abili”, dato che si accede dietro l’altare e il parroco attuale non ha mai voluto nessuno dietro l’altare?
Altre domande si possono aggiungere ma quella che più mi preme è se invece della soluzione più onerosa e meno utilizzabile, si fosse optato per una pedana mobile ancorata ad una nuova scalinata. Soluzione adottata anche da altre amministrazioni regionali.
Non si potevano investire diversamente le risorse comunali, magari per la costruzione di mini appartamenti per persone anziane che trovano difficoltà ad avere alloggi a canone agevolato, e riqualificare il centro storico.
Altra domanda che mi sorge: apprendo che il sig Ballardin e la lista civica ”Uniti per Brenta”, nel programma presentato, propongono un contributo di un euro per abitante soldi presi dal bilancio comunale quindi e pagati dai cittadini e questi soldi serviranno per l’ammortamento delle spese fisse di gestione della chiesa. Forse anche per questo motivo abbiamo visto “schierarsi” il parroco di Brenta?
Comincio ad avere difficoltà a mettere a fuoco questa azione e penso agli anni passati quando diverse associazioni del paese e assieme al parroco precedente in 30 anni hanno eseguito: Rifacimento tetto, restauro e impianto elettrico santuario di San Quirico,
Rifacimento tetto, restauro e impianto elettrico chiesa Parrocchiale. Cospicue somme sono state donate dalla grande generosità dell’intera popolazione di Brenta, mai “sventolate” in un programma elettorale.
Vi era più sensibilità e magari un rapporto diverso con la chiesa?
Chi Scrive è un fedele che si sente parte integrante della Chiesa e nessuno può scardinare il credo e che nel recente passato ha dato tanto, anche sbagliando, ma ha capito che in ”umiltà“ e con tanto attivismo non si ottiene la ”patente“ di Bravo Cristiano e da bravo esponente della chiesa, ma questa si ottiene solo apparendo su “un’ascensore che porta in paradiso”.

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La risposta del vice sindaco Gianpietro Ballardin

Egr. Direttore di Varesenews

Pur comprendendo le ragioni di una campagna elettorale, debbo precisare che la soluzione di un accesso alla Chiesa parrocchiale non è stata pensata e sviluppata senza una seria analisi sulle possibili soluzioni, sia dal punto di vista tecnico, sia sotto l’aspetto economico.
Va detto in premessa che questo obbiettivo era stato indicato già cinque anni or sono con il programma elettorale della lista “UNITI PER BRENTA” e che nelle diverse informazioni comunali ha avuto un suo percorso di informazione mai contestato.
È altresì vero che la soluzione ha avuto un complesso iter elaborativo sia nel reperimento delle risorse a livello regionale che sono pari a 190.000,00 euro, con un contributo a rimborso ventennale senza interessi per 164.160,00 euro con rata a decorrere dall’anno 2013.
Non mi sembra un cattivo finanziamento che dà possibilità ad un accesso sino ad oggi impedito non solo ai diversamente abili, ma anche alle persone anziane con difficoltà motorie.
Avevamo anche ragionato sulla costruzione di un percorso che rompendo la parete rocciosa sulla via Castello desse accesso con una strada al luogo di culto, ma i costi erano molto più elevati e si sarebbe rovinata l’area antistante la Chiesa parrocchiale.
Si altresì pensata la soluzione di un tappeto ruotante posto a fianco dell’attuale scalinata, ma anche questa soluzione si è rivelata improponibile, per le difficoltà tecniche di inserimento e per il negativo impatto che avrebbe avuto sulla condizione dell’area e sulla situazione storica dell’importante e significativo monumento dei caduti.
Per quanto riguarda titoli di articoli di spampa, questi non sono ascrivibili alla mia intervista ma alla opinione di chi titola e scrive gli articoli anche perché non è di mia competenza il definire a “chi tocca il paradiso” ma discutere di cose terrene nell’ambito dei compiti che riguardano le funzioni e le condizioni di rappresentanza di un amministrazione comunale.
In questo ambito confermo che il progetto è stato definito con il Parroco sentito il parere ufficiale della Curia, verificato nelle sue fattibilità tecniche/architettoniche con la Sovraintendenze delle Belle Arti, e per le possibilità di erogazione del finanziamento con la Regione Lombardia.
Ottenuti tutti questi pareri e le relative autorizzazioni, che hanno richiesto molto lavoro e un importante documentazione di supporto, abbiamo potuto iniziare i lavori.
Per quanto riguarda l’uso dell’ascensore e le condizioni di accesso alla chiesa confermo che questa non è materia di nostra competenza ma di stretta pertinenza del Parroco a cui credo vada rivolta la domanda così come la richiesta di un eventuale contributo della Curia.
Il nostro compito trova una sua coerenza nell’aver realizzato quanto promesso nel precedente programma elettorale e nella rappresentanza delle soluzioni che aiutano la possibilità di frequenza ai luoghi di culto ad una parte importante della popolazione, con particolare riferimento a quella posta in condizioni di maggiore difficoltà.
Come si può ben vedere le soluzioni non sono sempre facili o alla portata delle singole opinioni, e non sempre il “pettegolezzo” trova ragioni fondate.
Chi vuole sapere si disponga ad essere informato chiedendo all’ufficio tecnico comunale o agli amministratori le ragioni di alcune scelte, può anche essere che non trovi risposte soddisfacenti rispetto alle sue domande, ma almeno scoprirà che l’essere informato trova fondamento nella ragione delle cose e supporto e motivazione nelle condizioni tecniche.

Chi vi scrive contestando l’opera lo avrebbe potuto fare in tutti questi anni, se lo avesse voluto, perché noi siamo spesso più presenti in comune che a casa e sempre disponibili ad affrontare in prima persona il piccolo e grande problema della collettività e a rispondere alle domande dei cittadini anche nelle numerose occasioni di incontro quotidiano nel paese.
Capisco però che siamo in campagna elettorale e che la polemica supera la ragione dei fatti e la visione delle molte cose positive che in questi 14 anni è stata portata a termine senza, a dire il vero, un rilevante e significativo contributo della componente di minoranza che non ha presentato interrogazioni e/o suggerimenti a riguardo, così come per altre cose.
Per tutto il resto ha già avuto modo di dire che è mia abitudine presentarmi “con la mia faccia” e non, come purtroppo e uso e costume fare in questi momenti “con quella degli altri”.
Ribadisco il fatto che La nostra è una lista civica che vuole rappresentare, così come si è cercato di fare in tutti questi anni, il paese di Brenta nelle sue diversificate componenti.
In questo percorso e con questo obiettivo abbiamo sempre lavorato cercando di dare, nel limite del possibile il meglio di noi stessi.

Grazie per lo spazio concesso.
Gianpietro Ballardin ( Vice Sindaco del Comune di Brenta)

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 maggio 2011
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