Tutto il Pdl lombardo spinge Bossi verso la vittoria

La Gelmini loda i grandi investimenti in cultura, Formigoni punta sugli elettori cattolici mentre Mantovani usa il refrain del "tutta colpa di Pisapia" e parla di Malpensa. Massimo Bossi cita Don Camillo e Peppone

Il ridotto del teatro Condominio di Gallarate ha faticato a reggere le oltre 150 persone che hanno voluto essere presenti alla serata organizzata dal Pdl gallaratese per il candidato sindaco Massimo Bossi. In molti non hanno voluto mancare all’appuntamento con i leader regionali e nazionali del partito a partire dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il coordinatore regionale del Pdl Mario Mantovani, Raffaele Cattaneo, Giorgio Puricelli, Paolo Valentini oltre ai leader locali come Nino Caianiello e molti altri esponenti giunti anche da Varese e da Busto Arsizio.

Ad aprire la serata e a scaldare il pubblico presente ci ha pensato Nino Caianiello che ha introdotto gli ospiti presenti. Mario Mantovani ha puntato il suo intervento su Malpensa addossando all’affermazione di Pisapia (ormai colpevolizzato anche della fame nel mondo, ndr) nel primo turno delle elezioni milanesi la colpa dell’abbandono di Lufthansa Italia delle rotte su Malpensa: «Ci penserà il governo Berlusconi a salvare ancora l’aeroporto – ha detto Mantovani – si è già mosso Matteoli per coprire le rotte che verranno abbandonate dalla compagnia aerea tedesca». Stesso discorso per l’Expo: «Alcuni Paesi non parteciperanno perchè potrebbe vincere il candidato del centrosinistra». Su Gallarate ha reso merito al tandem Mucci-Bossi del cambiamento di volto che la città ha subito in questi anni. Sulla stessa lunghezza d’onda Maria Stella Gelmini, impressionata dalla visita al Maga «un fiore all’occhiello a livello internazionale che mette a tacere una sinistra che pensa che a destra non si investa in cultura».

Agli amici-nemici della Lega Nord Mantovani ha anche chiesto di «pensare bene a cosa vuole il loro elettorato di riferimento – ha detto il coordinatore regionale – devono rendersi conto che sono elettori di centrodestra che non voteranno mai a sinistra». Roberto Formigoni ha voluto anche annunciare  il ripristino dei finanziamento al sociale «nonostante un taglio di 1,4 miliardi di euro di trasferimenti – ha detto il governatore – siamo riusciti a non togliere nemmeno un centesimo al budget dell’anno scorso. Grazie alle nostre politiche abbiamo fatto nascere mille bambini con il fondo Nasco contro gli aborti per problemi economici». Infine l’appello: «Basta con la scissione tra fede cattolica e politica laica – ha detto Formigoni – è venuto il momento di essere cattolici anche in politica difendendo la vita». La serata si è chiusa con l’appello di Massimo Bossi, candidato sindaco, che ha ringraziato tutti per la partecipazione e poi ha lanciato un duro attacco a Guenzani: «Incredibile che il mio avversario, cresciuto con me nel mio stesso oratorio, oggi vada a braccetto con chi professa le idee di Sinistra Ecologia e Libertà o l’Italia dei Valori». Infine cita Don Camillo e Peppone con la contrapposizione tra comunisti e democristiani: «Sarà come quel 18 aprile del ’48 quando l’Italia scelse di non cadere nella trappola comunista».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2011
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