Un telecomando, per pietà

La Rai dà il peggio di sé, tra opinionisti analfabeti, commentatori invidiosi e orari sballati delle telecronache. Per consolarci, applaudiamo le gesta di due allenatori su cui non si sono accesi i riflettori

(d. f.) La giornata della politica ha rallentato l’uscita del nostro consueto pagellone del lunedì che però, con la sera già calata, prende possesso delle pagine di sport in tempo per dare una pacca sulle spalle a due allenatori, galantuomini e bandiere di Varese che il basket nazionale ha colpevolmente dimenticato quando si è trattato di premiare i migliori della stagione. Chi di Varese non si dimentica è invece Vincenzo D’Amico, uno che non perde l’occasione di criticare aggrappandosi a qualsiasi scusa: vedere la sua faccia in caso di promozione è un’ulteriore motivo per sperare nel miracolo. E con lui, in questi giorni, affonda quasi tutta la Rai che quando c’è da far male, è spesso nei premi.
 

Pagellone numero 57 del 16 maggio 2011

Carlo Recalcati e Romeo Sacchetti 8 – Dimenticati dalle nominations per i migliori allenatori della stagione, per cui sono stati scelti (e classificati) Trinchieri, Vitucci e Pianigiani, tre che hanno dei meriti ma che non possono coprire quanto fatto dai tecnici di Varese e Sassari. Il Charlie, dato per bollito da anni, si prende il diciottesimo playoff della carriera in panchina con una Cimberio da molti indicata come possibile retrocessa; il Meo porta una neopromossa senza sponsor al sesto posto finale e alla sfida con la ricca sfondata Armani. Entrambi hanno una serie per prendersi la rivincita.
 
Giulio Ebagua 7,5 – L’ultima volta che gli abbiamo dato un’insufficienza, lo abbiamo fatto solo perché aveva fatto attendere due ore il resto della squadra a causa dell’antidoping. Conto il Modena piazza altri due confetti che portano il totale stagionale a 12 gol in 27 partite, meno di molti bomber del campionato. E l’esultanza “collettiva” con tutti i compagni è la miglior risposta a chi continua a dire che Giulio non fa gruppo e sta sulle scatole al resto dello spogliatoio.
 
Stefano Garzelli 7 – Due forature, una caduta e un paio di piazzamenti: per iniziare i Giro può bastare e avanzare, nonostante il nostro unico portacolori continui a essere quasi ignorato da buona parte degli addetti ai lavori. Sappiamo, e lo sa anche lui, che correre per la classifica generale è impresa improba, ma con una squadra piccola e agguerrita e con quasi 38 anni sulle spalle il “Garzo” sta dando alla corsa rosa quel po’ di pepe che i big stanno tenendo in dispensa. Bravo, avanti così.
 
Legavolley femminile 4 – Ma che senso ha permettere (giustamente) a una squadra come Villa Cortese giocare tutto il campionato e il primo turno di playoff in un impianto e obbligare a cambiare “casa” per le semifinali e le finali? E in caso di retrocessione, l’avrebbero spedita nella palestra delle scuole elementari? Il tutto mentre nel maschile a Macerata – di riffa o di raffa – è stata concessa la deroga per la serie playoff contro Cuneo.
 
Rai tv 2 – Il voto dell’emittente di Stato doveva andare a braccetto con quello della pallavolo femminile, dopo l’ennesima “magata” in occasione di Yamamay-Urbino: partita rinviata di un quarto d’ora (senza annuncio preventivo) per comunque non riuscire a coprire tutta la diretta. Ma poi ci siamo ricordati di altri due episodi imbarazzanti. Nel primo c’è Gigi Sgarbozza che fa l’opinionista di ciclismo e, con un gessetto in mano, sbaglia a scrivere i nomi di Kreuziger (e pazienza), Contador e Menchov («la “o” nun ce và») sulla lavagna. Mandiamolo a fare un Giro… Nel secondo episodio a “90° Minuto” bisogna parlare del Varese ai playoff e l’opinionista Vincenzo D’Amico – sì, quello della Lazio – riesce solo a criticare l’esultanza di Ebagua e compagni, senza neppure conoscerne il motivo. Lui, mandiamolo e basta…

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2011
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