Vendola conquista la piazza, “Possiamo far vincere un vento nuovo”

Oltre mille persone hanno affollato il comizio del governatore pugliese in città per sostenere la candidatura di Luisa Oprandi. “Berlusconismo e il leghismo sono una malattia di cui vogliamo liberarci”

vendola oprandi Quando Nichi Vendola sale sui gradini e intona “Bella ciao” assieme a Luisa Oprandi, Piazza Repubblica è già un brulicare di mani. Ma, nonostante il caldo soffocante, dopo neppure mezzora, al grido “Auguri Varese puoi liberarti, risorgi Varese!” lo slargo tra le Corti e l’ex caserma Garibaldi è pieno per metà: vuol dire 1.000 persone almeno, che nella tana della Lega sono venute ad ascoltare il leader pugliese di Sinistra ecologia e Libertà.
Le parole di Vendola cominciano a mordere proprio il Carroccio: «Mi hanno detto che siamo molti di più rispetto al comizio di Bossi: beh, vincere in casa della Lega 4 a 0 non mi sembra male». La piazza batte le mani: poche bandiere rosse e pugni chiusi, qualcuno sventola il tricolore. Per il capo di Sel i ballottaggi nelle roccaforti del nord sono già una vittoria: cita appena Milano («qui siamo al rush finale, là – a Milano – al trash finale») e invece insiste su Varese, culla del leghismo e Novara, città del collega in verde Cota, finita al ballottaggio di domenica prossima.
Gli spareggi del 29 – 30 maggio sono la dimostrazione che «L’Italia in queste elezioni è uscita dal guscio della pubblicità, trovando un gancio con la realtà. Tutta la campagna del centrodestra è stata un repertorio di insulti e provocazioni con un obiettivo chiaro: non parlare dell’Italia reale. Occultare il dolore sociale che c’è al nord e al sud rappresentato da una nuova generazione che vive nell’ergastolo della precarietà. Una campagna con l’obiettivo di spingere alla rissa; un modo per costruire un polverone, senza rendere conto di quel che è stato fatto. Anche a Varese, comunque, faremo la rivoluzione dei gelsomini».vendola oprandi
Vendola è arrivato in città dopo un tour che l’ha visto toccare Mantova, altro terreno di scontro con la Lega dove ci si gioca la provincia. E, come a Mantova, ha attaccato la Lega sui temi più folcloristici: l‘ampolla del Po: «Vorrei capire – ha detto il Governatore pugliese – se poi portano l’ampolla all’Arpa regionale per fare le analisi sull’inquinamento dell’acqua», e così facendo ha introdotto nel discorso un altro dei suoi cavalli di battaglia, vala a dire l’ambientalismo, l’amianto, l’inquinamento industriale (vedi Ilva di Taranto).
Cita poi Enrico Berlinguer: «Abbiamo bisogno dei pensieri lunghi come li chiamava Enrico Berlinguer. Vogliamo toglierci di dosso la volgarità di questa classe dirigente»; parla molto di “noi” e di “loro”, ma ad un certo punto l’ideologia viene messa da parte e il ragionamento prende forme molto concrete, con veri e propri punti programmatici, rivolti in prima persona al candidato sindaco Oprandi, al suo fianco: «Se vogliamo parlare di scuola non si può perché oggi è come uscire da Carosello. Come si fa a pensare a classi di 30-35 bambini. Un sindaco di centrosinistra è prima di tutto il sindaco dei bambini permettendo loro la socialità il gioco. Questo é un tema fondamentale. Ma – sempre rivolto alla Oprandi – devi essere anche il sindaco dei vecchi. La società si sta smarrendo perché abbiamo messo i vecchi in un angolo. Senza i vecchi sulle spalle noi non valiamo niente. Noi dobbiamo portare nella sacralità delle relazioni la bellezza delle differenze. Dobbiamo rendere trasparente tutta l’azione dell’amministrazione. Le periferie sono brutte perché frutto delle speculazioni. Devi pensare alla città come un posto fatto di tanti centri e luoghi della felicità». L’inventore della "fabbrica” parla anche di lavoro e di sicurezza «noi gli operai li vogliamo far lavorare, non morire».
La chiusura, poi, è un vero e proprio assalto, che conquista la piazza: «I padroni del palazzo che non frequentavano più i cittadini ora si preoccupano. Il berlusconismo e il leghismo sono una malattia di cui vogliamo liberarci. Noi per vincere dobbiamo fare poche cose. Dobbiamo attaccare la spina della vita. Li sconfiggeremo con la bellezza e il valore delle persone».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2011
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