Verde, mobilità e Malpensa: i candidati si confrontano

Nel dibattito organizzato da Legambiente gli aspiranti sindaco parlano di programmi. Ma si accende anche la polemica sulle responsabilità nell'edilizia degli anni passati, tra Lega, Buffoni e Guenzani

Qualità dell’aria, ambiente, spazi verdi, mobilità dolce. Sono i temi emersi nella serata di confronto tra i candidati organizzata da Legambiente, che ha avuto il merito di concentrarsi su questioni specifiche, in una campagna elettorale dove l’attenzione si sta spostando dai problemi e le prospettive sulla città alle guerre di manifesti. I singoli temi proposti dai due moderatori – Walter Girardi e Raffaella Filippini del locale circolo del Cigno Verde – del resto hanno poi portato a discutere di tematiche più ampie, come il ruolo dell’edilizia e il "peso" nei bilanci comunali. Presenti tutti i candidati sindaci, con l’esclusione di Massimo Bossi, assente per "impegno istituzionale" (così dice la sua fitta agenda elettorale)

Ciclabili, mobilità urbana e "disegno" della città
Sul primo tema proposto Ennio Melandri (Rifondazione-Pdci) ricorda che «i tracciati delle ciclabili non sono praticabili» e che servirebbe passare dalla logica della sola viabilità a quella della mobilità con un adeguato piano del traffico. Andrea Buffoni (Unione Italiana) ricorda che la creazione di corsie per le due ruote è legata «alla tutela del verde e alle scelte sull’uso degli oneri di urbanizzazione», cioè delle scelte sui servizi collegati alle nuove edificazioni. Giovanna Bianchi (Lega Nord) le considera inadeguate e «rattoppate» e punta sull’idea di una ciclabile "ricreativa" («a Varese e nei comuni lungo il lago c’è un bell’esempio») e su una struttura sportiva ed educativa, «un velodromo come proposto dal campione Ivan Basso». Edoardo Guenzani (centrosinistra e lista civica Città è vita) sottolinea che la condizione per fare andare in bici è ridurre il traffico e l’inquinamento. Nonsolo: «Andando in bici mi sono accorto della scarsa sicurezza, servono percorsi continui e separati da cordoli, ma dove non si può si deve anche solo delimitarle con la segnaletica». E soprattutto, se esiste qualcosa sulle circonvallazioni (la cosiddetta "tangenzialina"), bisogna pensare a «percorsi dalle periferie al centro pedonale che è spazio di socialità».

Tutela del verde
È sulle scelte per tutelare il verde ed evitare il consumo del territorio che si accende lo scontro.
Luca Gnocchi (Pensionati) esprime la contrarietà al Pgt e punta a recuperare l’esistente per non consumare, «le aree dismesse possono ospitare nuova edificazione». Edoardo Guenzani  mette al centro la necessità di tutelare «prima di tutto area verso Besnate e quella verso Busto Arsizio, importanti per evitare saldatura tra abitati»: no dunque all’ipotesi del nuovo ospedale unico tra Busto e Gallarate. Giovanna Bianchi promette che la Lega «metterà un freno feroce a tutte le attività speculative e ai Centri Commerciali». E attacca «chi a questo scempio ha preso parte», accomunando l’amministrazione uscente e il candidato del centrosinistra Guenzani, vicesindaco negli anni Ottanta. A rilanciare lo scontro ci pensa Andrea Buffoni che ricorda i vincoli che da sindaco aveva messo sulle aree verso Besnate (collina di Crenna) e tra Arnate, Madonna in Campagna, Busto Arsizio. E tacca poi ancora Guenzani, all’epoca assessore all’urbanistica: «I tre milioni di metri cubi sulla 336 erano salvaguardia?». Mentre Ennio Melandri ricorda il ruolo, allora, di un astro nascente del PSI, un giovane Nino Caianiello. Attaccato su più fronti il candidato del centrosinistra risponde a tono: «come professionista non ho mai lavorato a Gallarate, la presenza romana di Giovanna Bianchi porta disinformazione. Mi spiace sentirmi accomunato ai cementificatori». Ricorda che «molto di quel che si è costruito in questi ultimi anni nasce da progetti condivisi dalla Lega», i progetti enormi varati dalle giunte Greco e Luini come quello della ex Galdabini in via Borghi. E sulla zona verso Busto Arsizio chiama in causa Buffoni: «sapeva che c’erano pressioni appoggiate da certe forze politiche».

Malpensa ed Expo
Ultimo punto di dibattito: il ruolo di Malpensa, la prospettiva della Terza pista e dell’Expo. Con unocchio di riguardo anche alle possibili infiltrazioni criminali nel grande business del cemento. Buffoni si dice «preoccupatissimo della possibilità di infiltrazioni» e dagli appetiti della speculazione e critica l’assenza di Massimo Bossi: «Se un vicesindaco non viene, o non è in grado o ha da dire cose che difficilmente si possono accettare». Guenzani concentra invece l’attenzione su Malpensa e la convivenza con il territorio, tanto più dopo che le modifiche alle rotte hanno portato maggiore rumore su alcune aree (Ronchi e Moriggia: il candidato del centrosinistra condivide gli orientamenti del Consorzio Urbanistico Volontario e la posizione «rispetto alla 3° pista, allo studio epidemiologico, alla chiusura notturna, alla richiesta di una Valutazione Ambientale Strategica» che indichi le prospettive e la possibilità di far convivere l’aeroporto e chi abita intorno. Ennio Melandri dichiara la contrarietà ad una espansione e ricorda che «le stesse compagnie aeree dicono che 3° pista a loro non serve, lo stesso studio del Mitre dice che l’infrastruttura serve per 50 milioni passeggeri, mentre oggi si è a 18 milioni». Luca Gnocchi fa un mea culpa: «ai tempi di Malpensa 2000 ho pensato che sacrificio della brughiera fosse necessario, evidentemente avevo sbagliato». Oggi ritiene insostenibile ulteriore sacrificio. Non ha partecipato alla discussione Giovanna Bianchi, che ha dovuto allontanarsi per altro impegno.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 maggio 2011
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