Rock di estrema destra e tanta birra in un bar di periferia

Il tanto temuto raduno neofascista si è svolto senza particolari problemi all'interno di un locale di viale Sicilia. Circa un centinaio i presenti per ascoltare gruppi che inneggiano al potere bianco

raduno naziskin, skinhead a busto arsizioPantaloncini al posto dei classici jeans arrotolati sopra gli anfibi, maglietta nera d’ordinanza, teste rasate e tatuaggi che inneggiano a Hitler, al potere bianco e a Benito Mussolini. Chi fosse passato ieri sera, sabato, davanti al bar di viale Sicilia avrebbe visto questa scena, un nutrito gruppo di giovani (e meno giovani) che beveva birra in attesa che il primo dei due gruppi previsti sul palco cominciasse a suonare. L’attesa maggiore era per i The Crow, un gruppo già affermato nell’ambiente nazi ma prima lo spazio è stato lasciato alle giovani leve dei "Soliti Sospetti", una band formata da giovani elementi della provincia di Varese. Ad organizzare la serata sono stati gli Skinhead di Busto Arsizio che con il loro simbolo, lo stemma di Busto contornato dai fasci littori, hanno fatto arrabbiare in primis le associazioni antifasciste ma anche il sindaco che, stimolato da più parti, ha preso ufficialmente posizione.

All’ingresso un cartello indica che la festa è privata, nella via passa solo qualche abitante della zona con il cane, davanti all’entrata del bar sono già una trentina alle 8 di sera. Il propretario del locale non si scompone alla domanda: perchè qui? «Sono tranquillissimi – ci racconta – sono venuti a sentire un concerto e a stare in compagnia. Quando finiscono puliscono il locale e lasciano tutto com’era. Preferisco loro come clienti rispetto ad altre persone». Il gestore non nasconde la simpatia per gli skinheads e ne ribadisce il valore: «Sono persone per bene, vengono anche da Milano e da altre province». Con la Polizia nessun problema: «Ci hanno detto che preferiscono che si faccia all’interno di un locale privato così da non poter provocare nessuno – continua il gestore del bar – più tardi passeranno a fare un giro per vedere se è tutto ok». Dietro il palco campeggia lo stemma di Busto con i due fasci littori ai lati, è il simbolo dei nazifascisti bustocchi.

Il concerto, dunque, questa volta si è svolto e senza particolari problemi di ordine pubblico. L’anno scorso doveva tenersi al Museo del tessile, una struttura comunale, e fu annullato a causa delle forti pressioni da parte degli antifascisti e della stessa amministrazione in evidente imbarazzo. «Non ci fregano più – commenta uno skin del Varesotto – stavolta abbiamo fatto le cose per bene, seguendo le regole. Non vogliamo casini, vogliamo portare avanti solo la nostra idea politica».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 giugno 2011
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