Ecco la Pro Patria di Pietro Vavassori

Il “Mister X” che ha salvato i tigrotti vorrebbe restare nell’ombra, ma colpisce a tutto campo: “Ho fatto una fesseria, ma l’ho fatta col cuore. E adesso ripartiamo dal settore giovanile”

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Per uno che dice di “non contare nulla” e di voler rimanere nell’ombra, non c’è male: alla conferenza stampa di presentazione della campagna abbonamenti, il neo-patron della Pro Patria Pietro Vavassori parla a ruota libera e svela la sua visione della società e del mondo del calcio. Non ha un ruolo ufficiale nella dirigenza (anche se dice di voler tenere per sé il posto di addetto stampa), ma di fatto è lui, in quanto socio di maggioranza della AssPro Srl, il “Mister X” che ha salvato la società biancoblu consentendole di iscriversi al prossimo campionato di Seconda Divisione. E quando si rivolge alla platea ne ha per tutti, dalla stampa alla vecchia proprietà, con qualche stilettata anche all’ex allenatore Raffaele Novelli. Ma le critiche più dure sono per se stesso: “Sono consapevole di aver fatto una fesseria a lanciarmi in questa avventura. Non era un mio dovere e nessun medico me l’aveva prescritto: ho voluto farlo per passione e anche perché in questi mesi a Busto ho sentito un grande attaccamento alla squadra da parte di tutta la città”. Uno dei pochi a ricevere il plauso del nuovo patron, a sorpresa, è il presidente della Lega Pro Mario Macalli: “Io la penso esattamente come lui. Di mecenati che spendono milioni non ce ne sono più, e anche chi ha i soldi si è stancato di metterli nel calcio”. L’idea del pallone che ha Vavassori è semplice ma estremamente innovativa: “Avevo sempre detto che prima di morire avrei voluto prendere una società di calcio, ora l’ho fatto con l’obiettivo di portare avanti un progetto ben preciso: ripartire dal settore giovanile, creare fondamenta solide, crescere ragazzi che potranno giocare in prima squadra oppure sbarcare nei campionati di serie A e B. Non hanno più senso gli ingaggi faraonici che si regalavano a Busto fino all’anno scorso: Cozzolino si è ridotto lo stipendio pur di venire a giocare con noi, lo abbiamo convinto con il blasone e le ambizioni della società”.

Il pallino del nuovo proprietario, come è evidente fin dal primo minuto, è il settore giovanile: “Tengo moltissimo ai nostri giovani, vorrei che se ne parlasse di più e che i tifosi scendessero in campo per avere finalmente dei nuovi campi da gioco in città, che possano essere utilizzati dalle nostre giovanili. La Berretti allo Speroni? Può darsi”. E proprio in favore dei suoi giovani, Vavassori ha ideato un’iniziativa molto particolare: “Istituirò il premio-studente – spiega – per tutti i giocatori che frequentano la scuola o l’università (finora sono 4 in rosa, n.d.r.); chi avrà i risultati migliori sarà premiato. È un modo per far capire ai giovani che si può conciliare lo sport con l’aspetto culturale e formativo, fondamentale nella vita di ogni persona”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 luglio 2011
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