A ripulire le acque ci pensa… la palude

Nel paesino a Nord della provincia inaugurato un impianto di fitodepurazione, che utilizza cioè microrganismi per "ripulire" gli scarichi. La nuova struttura è stata inaugurata dall'assessore regionale Cattaneo

A ripulire le acque ci pensa… una palude! A Castello Cabiaglio è stato inaugurato il nuovo impianto di fitodepurazione delle acque, che utilizza appunto microrganismi che si sviluppano in ambienti palustri. L’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, è intervenuto sabato mattina all’inaugurazione del nuovo impianto di fitodepurazione, presenti, fra gli altri, i presidenti della Provincia di Varese Dario Galli, del Parco Campo dei Fiori, Giuseppe Barra, e della Comunità montana Valli del Verbano, Marco Magrini.
«Un esempio di buona amministrazione che, risparmiando risorse pubbliche, ha la capacità di saper coniugare l’offerta di servizi all’altezza delle esigenze di oggi con i principi della
sostenibilità ambientale
» ha detto Cattaneo, che ha spiegato come «nel nostro territorio ci siano tutte le condizioni perché le scelte di questo tipo si possano moltiplicare: un tessuto vivo di piccoli comuni che possono diventare ‘Laboratori di progetti sostenibili'; istituzioni che, insieme, vogliono investire in sostenibilità e innovazione; imprese capaci di sviluppare le competenze tecniche adeguate; contesti naturalistici di pregio, che ci impongono di puntare sulla valorizzazione e sulla tutela del paesaggio, anche a fini turistici. Ma questo è anche un grande esempio della capacità di un territorio di saper fare rete».
Un apprezzamento quindi va alla regia e all’investimento della Comunità Montana, a chi ha creduto nel progetto cofinanziandolo: la Fondazione Cariplo, la Provincia di Varese, il Comune di Castello Cabiaglio. L’importo complessivo dell’impianto è di 494mila euro di cui 354mila euro per lavori ed 140mila euro per somme a disposizione (spese tecniche, IVA, monitoraggio ambientale e didattica), così ripartito 277mila euro Fondazione Cariplo, 60mila euro Provincia di Varese, 157mila euro Comunità Montana Valli del Verbano. Il Comune di Castello Cabiaglio ha acquisito le aree.

La fitodepurazione è un processo per depurare le acque reflue (di provenienza civile, industriale ed agricola), che utilizza le piante come filtri biologici in grado di ridurre le sostanze inquinanti in esse presenti. I trattamenti di fitodepurazione sono di tipo biologico e sfruttano la capacità di autodepurazione degli ambienti acquatici, stagni e paludi, in cui si sviluppano particolari tipi di piante, come la canna palustre (utilizzata anche nell’impianto di Castello Cabiaglio), che hanno la caratteristica di favorire la crescita di microrganismi mediante i quali avviene la depurazione. La fitodepurazione può essere applicata direttamente ai reflui o rappresentare la fase secondaria e terziaria, per completare la depurazione in processi che utilizzano impianti tradizionali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2011
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