“Amava la ricerca ed era sempre aperto al dialogo”

I professori Coen Porsini e Minazzi ricordano Gaetano Aurelio Lanzarone, docente dell'Insubria, scomparso nella notte tra il 3 e il 4 ottobre

scomparsa prof lanzaroneDopo una lunga malattia è scomparso nella notte tra il 3 e il 4 ottobre il professor Gaetano Aurelio Lanzarone, professore ordinario presso il Corso di laurea in Informatica alla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università dell’Insubria sede di Varese.

Sessantasei anni, originario di Palermo e varesino d’adozione, il professor Lanzarone è stato all’Università dell’Insubria sin dalle sue origini nel 1998. Pioniere nello studio dell’Informatica a Varese, il professor Lanzarone ha avviato e diretto la laurea triennale e quella specialistica in Informatica; ha fondato il Centro di ricerca “Informatica Interattiva”, dirigendolo dal 2000 al 2004. Nel 2002 ha fondato il Dipartimento di Informatica e Comunicazione, e lo ha scrupolosamente guidato fino all’ultimo.

Il professor Lanzarone ha rivestito anche numerose cariche accademiche: è stato coordinatore dal 2005 del collegio docenti del dottorato in Informatica. Dal 2000 al 2004 è stato delegato del Rettore per la Comunicazione, l’Informatica e l’Innovazione tecnologica; negli a.a. 2002/03 e 2003/04 è stato membro del Senato accademico in qualità di coordinatore del Consiglio dei Direttori di Dipartimento dell’Ateneo.

Per quanto riguarda la didattica era titolare del corso di Innovazione Tecnologica della laurea triennale in Informatica e dei corsi di Programmazione Logica e Epistemologia, Deontologia ed Etica dell’Informatica (laurea specialistica in Informatica della laurea magistrale in Informatica).

Nel campo della ricerca scientifica il suo interesse era rivolto principalmente all’area dell’Intelligenza artificiale e in particolare ai seguenti temi: meta-linguaggi logico-computazionali; rappresentazione della conoscenza, ragionamento e apprendimento automatico; epistemologia dell’intelligenza artificiale. È stato responsabile scientifico di numerosi progetti nazionali e internazionali finanziati da enti pubblici e privati. Autore di due libri e di un centinaio di pubblicazioni scientifiche.

«Nell’ambito dell’Università degli Studi dell’Insubria il professor Lanzarone è stato particolarmente lungimirante, perché non solo ha fatto crescere, nel corso degli anni, il settore informatico che all’inizio coincideva con la sua sola persona, ma anche perché, fin da subito, ha anche voluto inaugurare un innovativo e strategico percorso di ricerca e di collaborazione scientifica, che ha messo sempre più in relazione stretta, diretta e feconda due differenti ambiti come quello scientifico e quello umanistico» – afferma il professor Alberto Coen Porisini, preside della Facoltà di Scienze Varese.

«Per questa ragione ha fondato, diretto e fatto crescere, nel corso degli anni, il Dipartimento di Informatica e Comunicazione, avviando un articolato programma di ricerca, particolarmente innovativo, in cui gli interessi scientifici si sono sempre intrecciati strettamente con quelli umanistici e filosofici, per i quali il professor Lanzarone nutriva del resto una sensibilità specifica. In un’Università come la nostra in cui manca ancora una Facoltà di Filosofia, questa sua apertura ha così rappresentato una novità invero decisiva che ha consentito di radicare nell’ateneo, in modo strategico, la presenza di discipline umanistiche che hanno iniziato ad interagire profondamente con le diverse discipline scientifiche, creando un autentico laboratorio di ricerca, di discussione, di confronto e di vera osmosi culturale che indica, anche per il prossimo futuro dell’ateneo, un sentiero particolarmente interessante, innovativo e strategico» – sottolinea il professor Fabio Minazzi, vicedirettore del Dicom.

«Del resto era nella natura più profonda dell’umanità del professor Lanzarone la sua costante apertura al dialogo e al confronto che si era alimentata dalle sue esperienze personali che fin da studente, nella Milano degli anni Sessanta e Settanta, lo vide impegnarsi attivamente, nei confronti della società civile, per difendere, ampliare e discutere criticamente le ragioni culturali e filosofiche di fondo connesse con la ricerca scientifica che, a suo avviso, possedeva una piena validità culturale e filosofica specifica che, complessivamente, doveva sempre essere posta al servizio dell’intera società civile» concludono i professori Coen Porisini e Minazzi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2011
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