Apre Risse: uno spazio che è stato svuotato, per riempirsi di senso

Da in'idea di Ermanno Cristini inaugura con un progetto di Marion Baruch e Cesare Pietroiusti

“Riss(e) è prima di tutto uno spazio che è stato svuotato, per riempirsi di senso”: parte con questa filosofia il nuovo spazio espositivo (e non solo) che inaugura sabato 29 ottobre a Varese. L’idea è di Ermanno Cristini, per molti anni professore al Liceo Artistico di Varese, grafico ed artista che decide di riorganizzare gli spazi della sua casa per creare qualcosa di nuovo. Un terreno di confronto fuori dai limiti. “Riss” in tedesco è “fessura”, “crepa”, “squarcio”; e dalla crepa entra la luce. È valicando i limiti che si può riattribuire un senso al fare e più nello specifico al fare artistico. Senza mappa, senza meta, senza ritorno; perché l’unica meta è il ricominciare ad andare via. Riss(e) ha questo spirito. È uno spazio fisico solo accidentalmente perché non può essere “qui”.

Riss(e) vuole essere piuttosto un “dovunque”, un “altrove”; una sorta di piattaforma che si sposta trovando nell’erranza la propria dimensione etica. Nell’era dei progetti Riss(e) è un non-project.

Il primo appuntamento è dunque dedicato al vuoto e presenta due esperienze: Une chambre vide di Marion Baruch ed Entra in una stanza vuota e fai l’elenco di tutto quello che c’è dentro di Cesare Pietroiusti.

Il progetto di Marion è un’esperienza nata a Parigi nel 2009 e attualmente in sviluppo in diversi spazi: un appartamento si trasforma. Una camera si svuota. Si apre all’incontro. Une chambre vide nasce da un desiderio di respiro e di trasformazione plastica dello spazio.

Entra in una stanza vuota e fai l’elenco di tutto quello che c’è è un’azione di Cesare Pietroiusti compresa tra i suoi Pensieri non funzionali. L’intento è quello di riflettere sulla relatività della definizione di“stanza vuota”.Entra in una stanza vuota… è stata presentata nella sua prima versione, MATERIA IDENTICA -­‐ tutti gli oggetti contenuti in questa stanza, a Jartrakor a Roma nel 1978. Riproposta in forme diverse, Tutto quello che trovo, Galleria Base, Firenze, 1999; Enter in an empty room and make a list of everything it contains; Galerjia Skuc, Ljubljana, 2004; è stata realizzata nel 2010 al MAXXI di Roma, Quello che penso, quello che trovo. Per Riss(e) è presentata in una versione inedita, realizzata da tre performers.

ZERO Pa
29 ottobre-­‐ 15 novembre 2011
Tutti i giorni su appuntamento: 335 8051151
Inaugurazione sabato 29 ottobre ore 18
Presente Marion Baruch
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2011
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