Attraverso i racconti, si formano i giovani

verrà presentato presso alla sala polivalente dell'Istituto elvetico di Lugano il libro di Alberto Introini realizzato insieme a tre studenti

Il prof. Introini con i suoi tre allieviMercoledì 19 ottobre, alle 18.30, presso la sala polivalente dell’Istituto Elvetico di Lugano, verrà presentato un percorso didattico e formativo originale, che ha portato il prof. Alberto Introini a pubblicare un libro di racconti, scritto anche con la partecipazione dei tre alunni Beatrice Blini, Andrea Riccucci e Federica Zürcher.

L’appuntamento, libero e aperto a tutti, rientra nelle celebrazioni della "XI Settimana della lingua italiana nel mondo", sotto l’alta direzione del Consolato italiano in Svizzera e del Ministero degli Esteri. Infatti, introdurrà la serata il Console Generale d’Italia, Ministro Alberto Galluccio. Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo.

Il percorso è stato ideato nel mese di febbraio e si è concluso a giugno; il professore e gli alunni come libera attività extrascolastica hanno scritto tre racconti ciascuno, il primo incentrato sul mattino, il secondo sul pomeriggio e il terzo ambientato di sera. Ognuno ha quindi percorso narrativamente l’intero arco della giornata, per un totale di dodici racconti: ecco i motivi che hanno portato a intitolare il progetto “Racconti di un giorno e di un anno”.

Durante l’estate, un paio di case editrici si sono dimostrate interessate all’originalità dell’idea e hanno formulato una proposta editoriale, che si sta concretizzando in una vera pubblicazione proprio in questi giorni presso l’editore “Cattaneo”.

Spiega il prof. Introini nell’introduzione al libro: “L’esperienza è stata del tutto positiva anche per me. Si è trattato, infatti, di compiere un passo psicologico a cui molte volte noi docenti siamo restii: scendere metaforicamente dalla cattedra e – per dirla con i pedagogisti – rendere meno distante e meno ‘verticale’ il rapporto formativo tra professore ed alunno, mantenendo inalterata stima e autorevolezza”.

Come citazione iniziale è stata scelta una famosa frase di Plutarco (“I giovani non sono vasi da riempire, ma fiaccole da accendere”), perché il percorso ha avuto anche una forte valenza formativa ed educativa, come precisa il direttore dell’Istituto Elvetico, don Stefano Mascazzini: “I ragazzi hanno sviluppato non solo delle competenze linguistiche, ma soprattutto sono cresciuti dal punto di vista umano, sviluppando temi ed argomenti tipici della loro età”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2011
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