Bardello ferma i camion. Gavirate e Besozzo protestano

Il Prefetto Zanzi ha invitato l'amministrazione a ritirare il provvedimento. Contraria anche la Provincia. Il sindaco Quintè invita a pazientare a apre al confronto

Ai camion è vietato entrare a BardelloNuova ordinanza di Bardello e nuova polemica.
Sabato scorso, 1 ottobre, è entrato in vigore il divieto di transito per i camion superiori ai 85 quintali. Una decisione presa dall’amministrazione a parziale ottemperanza della sentenza del Tar che lo scorso luglio ha dato ragione ai residenti di via Piave.
Questa volta, però, a protestare non sono i singoli cittadini ma due comuni limitrofi: Gavirate e Besozzo. Sono proprio loro, infatti, a pagare il tributo più alto di questa scelta.

I primi cittadini si stanno già muovendo: « Peccato non essere stato informato e averlo scoperto all’ultimo momento – si rammarica il sindaco di Gavirate Paronelli - Abbiamo già contattato la Provincia per capire come modificare questo provvedimento che ci penalizza. Noi non vogliamo di certo rimanere con il cerino in mano».
 Contrariata è anche l’amministrazione di Besozzo: sulle strade di Olginasio, infatti, si riversa ora la gran parte del movimento pesante che prima transitava per Bardello.

Le proteste sono arrivate anche al Prefetto Giorgio Zanzi: « Ho ricevuto le rimostranze degli autotrasportatori - spiega il rappresentante dello Stato – si sono rivolti a noi perchè ora sono costretti a un lungo tragitto, a loro giudizio ingiustificato. Abbiamo raccolto voci di protesta e minacce di perseguire le vie legali. A me non compete entrare nel giudizio sulla legittimità o meno del provvedimento perchè la competenza è del solo tribunale amministrativo. Ho, però, invitato il Sindaco, già venerdì scorso, a ritirare l’ordinanza e a sedersi a un tavolo di confronto con tutte le parti, sindaci compresi, per risolvere al meglio la questione. Sono ancora in attesa di una risposta».
L’ordinanza ha incassato anche il parere contrario della Provincia che, in una nota, ha espresso giudizio sfavorevole in quanto l’attuale divieto poggia sul parere dato lo scorso anno da Villa Recalcati e poi, di fatto, bocciato dal Tar: « Non è stato richiesto alcun ulteriore nostro pronunciamento quindi la posizione della Provincia è contraria» fanno sapere da Villa Recalcati.

Da parte sua Paola Quintè, primo cittadino bardellese, invita a pazientare: « Ho parlato con i sindaci e il Prefetto. Ho chiesto di pazientare per qualche giorno per capire le reali ricadute di questo provvedimento. Noi non vogliamo fare guerra a nessuno, tantomeno danneggiare i comuni confinanti.  Questa misura è stata presa in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato ma siamo disponibili al confronto e al tavolo negoziale, offerto anche dalla Provincia. Il nostro unico pensiero è risolvere il grosso problema della viabilità».
E mentre si delinea la via della trattativa, Antonio Calabretta, sindaco di Biandronno, si gode la pace: « Questa misura ci solleva dal grosso problema del passaggio dei mezzi pesanti. Noi sopportiamo il disagio perchè siamo consapevoli che è un movimento legato al lavoro e all’occupazione del territorio. Le strade di Biandronno sono messe a dura prova. Comunque voglio smentire che sia proprio a Biandronno l’origine del problema: i camion diretti a Cassinetta non fanno certo la via di Bardello…»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2011
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