Blitz in strada, arrestati 4 rapinatori armati

Poliziotti e carabinieri hanno circondato in massa l'auto dei banditi dopo aver tagliato loro la strada in via Rodari. Avevano pistole, parrucche e giubbotti antiproiettile. Tra loro un ex capo ultras, latitante per tentato omcidio

Una batteria di 4 rapinatori è stata arrestata ieri mattina in via Rodari, a Varese, da 15 uomini di polizia e carabinieri, durante un blitz che ha sventato un assalto a mano armata. I presunti rapinatori stavano partendo per un colpo: due di loro avevano già la parrucca in testa, giubbotto antiproiettile, pistola nella cintola, delle fascette per legare eventuali vittime, e l’attack spalmato sui polpastrelli dalle mani per evitare di lasciare impronte. Nel baule 4 t-shirt pulite per cambiarsi dopo la rapina. Avevano appena avviato una l’auto, in via Rodari, nel quartiere delle Bustecche, ed erano seguiti da due complici a bordo di una vettura di appoggio, quando i poliziotti della squadra mobile e i carabinieri del reparto operativo hanno tagliato loro la strada circondando la macchina, come in un film. Ci hanno pensato due secondi, i banditi, ma quando hanno visto il gran numero di agenti hanno alzato le mani. I quattro si sono arresi e tra di loro c’è una vecchia conoscenza della giustizia, Filadelfio Vasi, 36 anni, varesino, in passato noto per essere stato un capo ultras. Oggi tecnicamente è un evaso dai domiciliari, poiché da un mese era irreperibile, nonostante dovesse scontare una condanna definitiva a 5 anni per un tentato omicidio a Sesto Calende. Gli inquirenti avevano segnalato al pm Agostino Abate da tempo la sua scomparsa e per rintracciarlo avevano iniziato a pedinare un amico, Enrico Alfano di 27 anni, un giovane che avevano trovato a casa dello stesso Vasi, prima che iniziasse la latitanza, durante una perquisizione avviata per un’informativa su un presunto possesso di armi andata a vuoto.Quando Vasi, che aveva chiesto ma non aveva ottenuto le misure alternative, si era dato alla macchia, era stato proprio sull’amico Alfano che avevano puntato gli occhi gli investigatori, contando sul fatto che prima o poi si sarebbe rifatto vivo.
L’allarme è scattato due giorni fa: Alfano ha compiuto un viaggio sospetto. Insieme alla fidanzata, l’italiana di origine albanese Gea Tahiri di 23 anni , è uscito di casa alle Bustecche e si è recato a Busto Arsizio, dove ha incontrato un uomo successivamente identificato come Marco Siviero, di 35 anni, un ex rapinatore, da cui hanno ricevuto un’auto risultata poi rubata, una Ford Fiesta. Alfano, la fidanzata e Siviero sono poi tornati a Varese, su due auto diverse, e parcheggiato la Fiesta in via Rodari.
Carabinieri e i poliziotti si sono piazzati in zona e l’hanno tenuta d’occhio giorno e notte.
Mercoledì mattina alle 10 dalla casa di Alfano escono all’improvviso 4 persone: ci sono lui e la fidanzata, e altri due uomini con capelli lunghi posticci. I due con parrucca salgono sulla Fiesta rubata, gli altri su un’auto di appoggio dietro. Scatta il blitz. Sono attimi pieni di tensione ma l’operazione riesce perfettamente: la resa è totale. La scoperta è sconvolgente. Vasi è irriconoscibile, solo in questura hanno la certezza che è lui. Aveva anche le lenti a contatto marroni, per occultare gli occhi azzurri. Il corpetto antiproiettile lascia intuire il resto.
La convinzione degli inquirenti è che volessero colpire una gioielleria ma non lo sosterranno come accusa. Le vere accuse contestate saranno quelle di tentata rapina, ma anche porto d’armi clandestine e da guerra, ricettazione di auto e di armi, favoreggiamento della latitanza di Vasi.
Il procuratore capo Maurizio Grigo parla di un «grande pericolo sventato». Il capo della suadra mobile Sebastiano Bartolotta e il maggiore del reparto operativo dei carabinieri Loris Baldassarre convengono. Vasi aveva 15 colpi nel caricatore, ed era pronto a fare la guerra a Varese. 

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Rapinatori in manette 4 di 11
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 ottobre 2011
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