Cacciatore, l’allievo di Maran: “Utile la sua grande esperienza”

Il difensore biancorosso ha giocato per il tecnico anche alla Triestina. Ma non condanna Carbone: «Girata anche la fortuna». E dopo il gol al Padova spiega: «Spero di avere altre "cartucce" per il futuro»

È stato uno dei pezzi pregiati del mercato estivo del Varese, Fabrizio Cacciatore, difensore esterno classe 1986 con un curriculum invidiabile che parla anche di Europa League ai tempi della Sampdoria. Dopo un inizio un po’ a rilento, Cacciatore ha cominciato a macinare chilometri sulla fascia destra e venerdì sera contro il Padova ha segnato la prima rete biancorossa nella larga vittoria per 3-0.

Fabrizio, partiamo dal gol: quali sono state le sue emozioni vedendo la palla entrare?
«Sicuramente è stata una bella soddisfazione personale, anche perché erano già un paio di gare che ci andavo vicino. È stato molto importante per la vittoria della squadra, perché ci ha sbloccato e ci ha permesso di trovare più vivacità nel gioco. Ho sfiorato di fare il secondogol in altre due occasioni, spero di averlo tenuto per le prossime gare».

È innegabile che nel cambio tra Carbone e Maran ci sia stata una svolta postiva nei risultati. Secondo lei è solo questione di fortuna o è successo qualcos’altro?
«Non saprei in effetti. Certo, Maran ha portato il suo bagaglio di esperienza e forse ci ha profuso maggiore convinzione nei nostri mezzi e più compattezza di squadra, ma credo anche che la sorte sia una componente importante nel calcio. Anche quello ha avuto il suo peso».

Sembra che mister Maran conti molto su di lei per la guida del gruppo. È solo una impressione o è una constatazione vera?
«Può darsi, visto che sono stato già in passato un suo giocatore alla Triestina,  ma così come parla a me, si confronta anche con gli altri membri esperti della squadra. Per quanto riguarda il lavoro sul campo invece, tratta tutti allo stesso modo, dal capitano al ragazzino della Primavera».  

Qual è stato l’impatto con la nuova città, Varese, e con l’ambiente biancorosso?
«Mi trovo bene qui. È una piazza che sta crescendo e i tifosi non ci fanno mai mancare il loro supporto, anche nei momenti di difficoltà che abbiamo attraversato. Credo ci siano i presupposti per fare bene, anche perché come la squadra anche la società è in piena evoluzione e fa di tutto per farci vivere al meglio. Trovo Varese una città molto carina: non è grandissima ma è ben fornita. Inoltre mia moglie Eleonora si è subito trovata a suo agio e se sta bene lei…»

Passiamo al prossimo impegno: sabato affronterete la dura trasferta di Reggio Calabria. Che gara si aspetta?
«Anche la Reggina ha avuto le sue difficoltà ad inizio stagione, ma nell’ultima gara ha vinto a Livorno e fare tre punti al “Picchi” non è mai facile. Noi scenderemo in campo convinti delle nostre capacità e sapendo che se non terremo i piedi per terra non andremo da nessuna parte».

Nel precampionato avete già incontrato la squadra di Breda: che impressione le ha fatto?
«È difficile giudicare una squadra da un’amichevole di prestagione con le gambe pesanti e gli schemi ancora in fase di studio. Posso sicuramente dire che hanno ottimi giocatori, Bonazzoli su tutti; speriamo che non sia in campo perché è un vero leader per loro».

Per quanto riguarda la stagione del Varese, invece, cosa si aspetta?
«Penso sia ancora presto per poter guardare lontano. Ora dobbiamo raggiungere il più in fretta possibile la quota salvezza, poi nel caso potremmo anche pensare in grande».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 ottobre 2011
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