Casa Calcaterra, il TAR dà ragione al Comune sul blocco del cantiere

Il pregevole edificio dell'Ottocento fu abbattuto nel mese di agosto del 2010. La sentenza del Tribunale Amministrativo è dello scorso 19 ottobre e conferma la validità della sospensione del progetto sull'area di via Roma

Il blocco del cantiere di via Roma, dopo l’abbattimento di Casa Calcaterra, era legittimo: a confermare la validità dell’operato del Comune è stata la sentenza del TAR pubblicata il 19 ottobre scorso. «La sentenza dà ragione all’amministrazione di Gallarate su ogni provvedimento e dice che ne consegue che sono inammissibili i ricorsi e la domanda risarcitoria» ha spiegato il sindaco Edoardo Guenzani al consiglio comunale nella seduta di martedì sera.

La storica Casa Calcaterra – risalente all’Ottocento – doveva essere mantenuta e inserita in un più ampio progetto di edifici di pregio, da realizzare anche sull’area di vecchie corti settecentesche che furono sacrificate. Ma nell’agosto del 2010 l’impresa titolare dell’intervento, la Centrale Immobiliare, procedette all’abbattimento della villa, giudicata ormai lesionata dopo mesi di abbandono (nella foto a destra: come era negli ultimi tempi). E subito – sull’onda anche dell’indignazione per uno "scempio" fatto in piena estate – il Comune decise di bloccare il cantiere, per decisione dell’amministrazione comunale di Nicola Mucci e che aveva Massimo Bossi come assessore all’urbanistica (il Comune fece anche segnalazione alla Procura della Repubblica) .

Da allora l’operatore immobiliare ha impugnato una decina di atti fatti dla Comune, rivolgendosi al TAR per ottenere la ripresa dei lavori e il risarcimento dei danni. Il giudizio del Tribunale Amministrativo ha confermato la validità dei passi fatti dagli uffici comunali, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali sostenuti (nella foto a destra, il progetto previsto e ora "congelato"). Dal sindaco Guenzani è venuto dunque anche un ringraziamento ai dirigenti e al personale dell’ufficio urbanistica, a cui si è associato anche Massimo Bossi. Nel frattempo l’area rimane abbandonata, anche se si pensa a come riprendere il progetto sull’area: «Dovrà essere presentato un nuovo piano – ha concluso il sindaco -, anche se penso sarà impossibile chiedere la ricostruzione di un’edificio storico ormai demolito. Certo si tratta di un’area di particolare pregio nel centro storico».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2011
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