Cessa il mandato del consiglio pastorale

"Le ragioni della presenza del CPP stanno nel fatto che nella Chiesa tutti siamo chiamati a prestare un servizio"

Avviso pubblico
Il Consiglio pastorale parrocchiale è giunto al termine del suo mandato dopo cinque anni di lavoro. È quindi il momento in cui occorre rinnovare questo importante organismo.
Può sembrare che ci riguardi poco e/o poche persone, invece, è necessario che nuove persone diano la disponibilità a far parte di questo Consiglio per far sì che la nostra comunità parrocchiale possa continuare il suo percorso di evangelizzazione e di testimonianza cristiana.
Perché si richiede la presenza di questo organismo ecclesiale?
Le ragioni della presenza del CPP stanno nel fatto che nella Chiesa tutti siamo chiamati a prestare un servizio e a condividere la responsabilità per il cammino di crescita della comunità, con le proprie doti e con la ricchezza umana e spirituale che caratterizza ogni battezzato.
(Nel giorno del battesimo, il sacerdote ce lo ha menzionato: ‘che tu possa ascoltare la Parola ed annunciarla’.)
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale può essere paragonato ad una squadra di operai che tenta di organizzare il lavoro di costruzione di un edificio, valorizzando ogni materiale, perché tutti sono ‘pietre vive’ e necessarie per costruire la Chiesa. Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è un´ immagine in formato ridotto della parrocchia, in cui sono presenti fedeli di diverse età e con diverse esigenze, persone attente ai vari aspetti caritativi, liturgici, catechetici, educativi e culturali della parrocchia; persone sensibili alla vita comunitaria parrocchiale con la loro umanità e il loro impegno disinteressato.
I membri del Consiglio sono persone che devono essere ‘esemplari nella vita cristiana’, che si distinguano per volontà di impegno, capacità di dialogo e conoscenza dei bisogni della parrocchia. Devono essere in piena comunione con la Chiesa per ciò che riguarda le indicazioni autorevoli e pratiche del momento concreto.
Non sono ‘cristiani perfetti’ , ma piuttosto coloro che hanno a cuore e come obiettivo costante vivere una vita cristiana autentica, servendo la Chiesa in spirito di comunione e corresponsabilità.
Ognuno deve sentirsi coinvolto e, per esservi, c´è bisogno di una profonda coscienza del proprio essere appartenenti ad una comunità ed essere chiamati a rimboccarsi le maniche, perché la comunità sia viva, vera e operante … e capace di dare risposte concrete.
E non per ultimo il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha il compito di non lasciare parroco solo nel fare determinate scelte pastorali. Consigliare il parroco nel senso di fargli presente le esigenze, le potenzialità delle famiglie, dei giovani, della società, può essere prezioso per un´azione condivisa dalla parrocchia. A questo proposito trovo saggio un proverbio africano: ‘Da soli si va più veloci, insieme si va più lontano’.
Qual è quindi il compito del consigliere pastorale ?
Il consigliere pastorale non è un ‘piccolo parlamentare’, ognuno non rappresenta una parte contrapposta all´altra. Non è neppure un ‘organo collegiale’ come quelli scolastici, in cui ogni categoria rappresenta degli interessi particolari. La qualifica di ‘consigliere’ non attribuisce il diritto di decidere al sopra di ogni altro responsabile della pastorale. Non conferisce un ruolo da ‘protagonista’ nella considerazione sociale.
Piuttosto, essere membro del Consiglio Pastorale richiede una particolare sensibilità alle esigenze che provengono da ogni direzione. Richiede il saper far ‘morire’ l´orgoglio delle proprie idee nel momento stesso in cui vengono presentate come proposte da condividere. Richiede di considerare i bisogni della Comunità parrocchiale quali esigenze cui dare necessariamente risposte. Richiede di fare un salto di qualità: da semplice fruitore di servizi, ad operatore al servizio della costruzione del Regno di Dio. Richiede vivere il credo cristiano, mettendo in gioco tempo e spazio della propria vita.
Un compito difficile! Perché l´essere insieme responsabili della Chiesa ci spinge a trovare strade che ci uniscono, piuttosto che dividano, ma anche perché spesso è faticosa la lettura della realtà in cui la Chiesa locale vive e opera.
Un compito alto, che deve essere necessariamente guidato dallo Spirito Santo. Se è proprio vero che è sempre Lui l´autore della missione (e siamo in buone mani) non possiamo che adoperarci per Lui.
E´ in questo orizzonte che si pone la costituzione del nuovo Consiglio Pastorale parrocchiale. E´ importante prepararsi con la preghiera. E´ un accadimento importante nella vita della nostra comunità, che richiede interesse e partecipazione attiva da parte di tutti.
Mi auguro e spero che con l´aiuto di forze vive e generose si possa portare lontano, nelle acque agitate della nostra società, questa particella di Chiesa che è la nostra parrocchia. Per questo rinnovo l´invito
a dare la propria disponibilità con carità e gioia.
Il Signore doni consolazione e gioia a quanti si adoperano per la Sua causa, Egli che ha iniziato in noi la Sua opera, la porti a pieno compimento.
Le elezioni in ogni parrocchia e in ogni comunità pastorale saranno il prossimo 16 ottobre 2011 (dedicazione del Duomo di Milano, Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani).

Arianna ed Emilio Achini

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 ottobre 2011
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