Congresso show, i delegati chiamati uno a uno

La Lega vuole evitare pasticci ma è il segnale che c'è tensione. Ecco perchè l'appuntamento è così importante per il futuro del Carroccio

E’ talmente importante il congresso provinciale del Lega Nord di domenica che la segreteria di via Magenta ieri ha telefonato a tutti i 319 delegati (quelli eletti e quelli di diritto), uno a uno, per avvisarli della convocazione. Non ci deve essere nessuna smagliatura e in via Magenta sono già in grado di dire che ci saranno due assenti, un delegato di Malnate in ospedale e uno di Galliate Lombardo in viaggio di lavoro.
Ma perché il congresso provinciale della Lega Nord è diventato così importante, tanto da scomodare tutta la stampa nazionale? Il motivo è semplice. La tenuta del Governo e il futuro della Lega Nord dipende anche dalle condizioni di salute di Umberto Bossi. ll leader negli ultimi mesi è apparso un po’ affaticato. Dentro il partito molti sostengono che si stia allentando la sua presa sul movimento, e si è aperta una sotterranea guerra di successione che coinvolge i big leghisti tra cui Maroni, Reguzzoni e Rosy Mauro, Calderoli e i veneti. Il dualismo principale, in questo momento, sembra quello tra i sostenitori del ministro Maroni e l’entourage che ruota attorno alla famiglia Bossi. I primi vorrebbero affidare al ministro dell’interno la gestione operativa del partito, spostando Bossi a padre carismatico del movimento. La famiglia del senatùr vuole invece mantenere saldamente il comando di tutto a Gemonio, e tra questi ci sarebbero Manuale Marrone, Renzo Bossi, ma anche Reguzzoni, Bricolo e Rosy Mauro. E’ il gruppo soprannominato dagli avversari «il  Cerchio magico».
I congressi territoriali sono molto importanti perché disegnano i rapporti di forza sul territorio. A Brescia i maroniani hanno battuto i seguaci di Renzo Bossi. A Montecitorio qualche mese avevano raccolto le firme contro Reguzzoni che però poi li ha battuti. A Varese la lotta si stava preparando da tempo, ma all’improvviso è arrivata l’indicazione di Bossi per Canton, il candidato di famiglia, diciamo così, che bloccherebbe la strada all’avanzata dei maroniani nel nord, un altro duro colpo ai sostenitori del ministro dell’interno che già avevano dovuto incassare la censura a due big in ascesa, il sindaco di Varese Attilio Fontana e quello di Verona Flavio Tosi. Se però i varesini non eleggeranno Canton, succederà un quarantotto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 ottobre 2011
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