Contributo illegittimo, le “ronde padane” restituiscono i soldi al comune

A sollevare con forza la questione era stata a suo tempo la consigliera di opposizione Emilia Farè. La Prefettura ricorda che gli osservatori volontari non possono ricevere finanziamenti

Le “ronde padane” albizzatesi restituiscono i soldi al comune. Gli 800 euro di contributo che l’amministrazione a guida leghista aveva concesso alla costituenda associazione sul finire del 2010 saranno ridati indietro, e concordemente dati in beneficenza, perché illegittimi.
Eppure ai tempi la questione era già stata sollevata dalle opposizioni, inascoltate dalla Lega, che ricordavano il testo di legge che regolamenta l’istituzione degli osservatori volontari: “tali associazioni possono essere iscritte negli elenchi solo se non siano destinatarie, a nessun titolo, di risorse economiche a carico della finanza pubblica”. Ergo, il comune non avrebbe dovuto stanziare quegli 800 euro.
L’allora assessore Mirko Zorzo aveva difeso la sua scelta spiegando che si era trattato di «un contributo per le spese sostenute per la formazione dei volontari», una scelta rivendicata «perché crediamo nella cultura della sicurezza».
A sollevare con forza la questione era stata a suo tempo la consigliera di opposizione Emilia Farè (a destra nella foto), oggi molto soddisfatta di veder riconosciute le sue ragioni anche dalla prefettura di Varese. «Ho sempre creduto che la scelta fatta dall’amministrazione comunale fosse illegittima – spiega Farè – così ho scritto un esposto al prefetto per sollevare il problema». L’esposto in questione è poi stato sottoscritto anche dagli altri consiglieri di minoranza, Giuseppe Tonani, Piero Tadini, Danilo Pozzi e Annibale Borrelli, e lo scorso 12 ottobre ha ricevuto risposta.
L’esposto sollevava due problemi: uno era quello del finanziamento comunale di 800 euro; l’altro riguardava la composizione della costituenda associazione. «La legge – dice Emilia Farè – spiega chiaramente che gli osservatori volontari non devono “essere espressione di partiti o movimenti politici, né di organizzazioni sindacali né essere ad alcun titolo riconducibili a questi”. E ad Albizzate così non era: il presidente dell’associazione è Mirko Zorzo, all’epoca assessore comunale, capogruppo leghista nonché consigliere provinciale della Lega Nord; Tesoriere è Paride Puricelli, ex consigliere comunale leghista, così come Antonio Piatto e Ernesto Pagani. E vicini alla Lega sono anche gli altri associati».

La risposta della prefettura è chiara su entrambi i punti. “Verificato che lo statuto dell’associazione prevede la possibilità di ricevere contributi dallo stati o altri enti si invita a modificare tale statuto”, ha scritto il prefetto, che aggiunge, “nel contempo si invita a restituire il contributo economico ricevuto per sanare la situazione venutasi a determinare”.
Infine dalla prefettura ricordano che “le associazioni non devono essere espressione di partiti o movimenti politici, né essere ad alcun titolo riconducibili a questi”.

Resta ora da capire che cosa ne sarà degli “osservatori albizzatesi”. Il presidente Mirko Zorzo sta trattando con la nuova amministrazione (che nel programma elettorale aveva inserito espliciti riferimenti che negavano la loro utilità) come potranno continuare a svolgere il loro servizio. Alcuni nella nuove maggioranza sono comunque disponibili a concordare una nuova collaborazione, ma altri sono invece contrari.
Dal canto suo l’ex consigliera Emilia Farè è ferma sulle sue posizioni, «la gestione della sicurezza spetta alle forze dell’ordine non alle ronde padane. Da semplice cittadina, quale sono adesso che non sono più in consiglio comunale, chiedo che non vengano più autorizzati».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2011
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