Coppie gay separate dopo la morte? Solo nei loculi

Un lettore si chiede come mai una coppia omosessuale non possa essere seppellita nella stessa tomba ma l'assessore Giachi precisa: "Il problema si pone solo nei loculi per via di una legge regionale antiquata"

La lettera di un lettore apre il caso coppie gay all’interno del cimitero di Castellanza ma l’assessore con la delega ai cimiteri Fabrizio Giachi lo chiude immediatamente. Il lettore Massimo D’Agostini ci ha scritto per segnalarci la notizia seconso la quale l’amministrazione non permetterebbe ad un omosessuale di acquistare, nel cimitero cittadino, un posto vicino al proprio compagno defunto. Il lettore si domanda se dalle parti di palazzo Brambilla conoscano la famosa poesia di Totò intitolata "La livella": “Ma chi ti credi d’essere..un Dio? vuoi capire che nel cimitero siamo uguali?……morto sei tu e morto sono io ognuno qui è uguale ad un altro" – dice Massimo, citandone un verso, ma il problema non è solo di Castellanza. 

Fabrizio Giachi, infatti, precisa che il problema è sorto durante l’ultimo consiglio comunale nel quale si è deciso di mettere in vendita alcune aree del cimitero per tombe di famiglia: «Nelle tombe di famiglia chi ne è proprietario può scegliere di seppellire il feretro di chi desidera – sottolinea Giachi – il problema sorge, invece, per quanto riguarda i loculi dove, come previsto dalla legge regionale, si possono acquistare spazi solo per familiari, intesi come componenti della famiglia naturale». Giachi precisa che a deciderlo è una legge della Regione Lombardia fatta molti anni fa. In consiglio comunale l’opposizione ha chiesto di cambiare il regolamento per ampliare il concetto di famiglia alle coppie di fatto ma lo stesso assessore si è opposto: «La mia opposizione non è causata da una mia posizione personale contro le coppie di fatto – precisa – ma dal fatto che ritengo sia inopportuno andare contro una legge regionale modificando il regolamento».

Giachi si dice, anzi, favorevole affinchè si cambi la legge regionale per renderla più attuale: «Si tratta di una legge un po’ vecchiotta che non teneva conto, allora, della possibilità che si potessero creare nuclei familiari differenti da quelli composti da madre, padre e figlio». Dunque il problema esiste per tutti i cimiteri e non solo quello di Castellanza. In conclusione Giachi aggiunge: «Nelle tombe di famiglia, invece, questo problema non si pone e – conclude – gli spazi che stiamo andando a vendere durano ben 50 anni».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2011
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