Dall’Igna: “Casillo non garantisce l’imparzialità”

Il consigliere del PdL critica l'operato del presidente del consiglio comunale, accusato di non garantire il ruolo delle minoranze, anche di fronte all'attacco dei "tre pubblici ministeri Angotti, Lamberti e Pignataro"

Germano Dall’Igna, consigliere comunale del PdL, critica la gestione del consiglio comunale, trasformato in "un dibattito senza contradditorio" 

Quale consigliere comunale del Gruppo PDL a Gallarate non posso più trattenermi dall’evidenziare quanto ormai avvenga ritualmente in occasione dei Consigli Comunali di Gallarate.
Voglio evidenziare che sin dalla prima ora l’attuale Presidenza del Consiglio abbia assunto atti e comportamenti che ne mettono in discussione imparzialità e capacità di svolgere il ruolo.
Ricordiamo tutti l’imprudenza in occasione dei primi consigli comunali con riferimento all’esposizione da parte di no TAV di uno striscione in aula cosa non consentita dai regolamenti: in quell’occasione la Presidenza si attardò significativamente a far allontanare i manifestanti. Altresì, in occasione delle prime votazioni grave fu l’errore che la Presidenza commise con riguardo alla convocazione, costituzione e funzionamento della Commissione Consiliare Vigilanza e Controllo. 
Queste prime perfomance pur riconducibili alla giovane Presidenza hanno fatto da apripista ad una conduzione delle sedute del Consiglio comunale a dir poco stucchevoli: non vi é seduta in cui la Presidenza impedisca alla attuale maggioranza di governo di utilizzare le comunicazioni in abbrivio di assise per un dibattito di fatto senza contradditorio che si trasforma puntualmente in requisitoria contro la precedente guida della cittá ad opera di tre “pubblici ministeri” quali i consiglieri Lamberti, Angotti e Pignataro; non vi è seduta in cui la Presidenza impedisca ai consiglieri di maggioranza di schernire i consiglieri di minoranza, segnatamente, del gruppo del Popolo della Libertà e non vi é seduta in cui la Presidenza si trattenga dal dimostrarsi sofferente nel ruolo di garanzia delle parti e necessiti di intervenire nel dibattito politico. Episodio lampante nell’ultimo Consiglio comunale è l’intervento della Presidenza in occasione del dimostrazione politica inscenata dal Gruppo della Lega Nord. Occorre anche evidenziare come nell’ultimo Consiglio comunale la Presidenza abbia commesso l’ennesimo errore in violazione del regolamento di funzionamento del consesso civico non garantendo la minoranza in occasione della nomina degli scrutatori. A questo punto viene da pensare seriamente che la Presidenza attraversi quella stessa fase di difficoltà che attraversa il Partito da cui proviene, ovvero il Partito Democratico, relegato ad un ruolo di secondo ordine e continuamente in lotta con il Sindaco e la lista che lo ha espresso per il ruolo di motrice della macchina amministrativa. Ne sono ulteriori elementi di prova l’attività emendativa dei provvedimenti amministrativi portati dal Sindaco e dalla sua giunta all’attenzione del Consiglio comunale e, soprattutto, il silenzio del primo cittadino in occasione del dibattito consiliare sulle sue linee programmatiche di governo della Cittá a fronte di ripetuti e chiassosi interventi di natura politica da parte di una Presidenza del Consiglio che in modo ripetuto continua ad uscire dai confini del proprio ruolo.
Tutto questo non cela affatto quanto in realtà è la cifra politica ed amministrativa dei primi 150 giorni circa di Governo Guenzani emersa con chiarezza in occasione dell’ultimo Consiglio comunale ovvero l’inesistenza della definizione chiara di un programma di Governo aderente alle necessità della Città di Gallarate come puntualmente evidenziato dai gruppi di minoranza.

Consigliere Comunale del PDL – Germano Dall’Igna

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2011
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