DHL da Orio a Malpensa?

L'allarme è stato lanciato dalla Cgil di Bergamo, preoccupata per i 1000 posti a rischio: il contratto tra DHL e il gestore dello scalo scade nel 2013. Il corriere internazionale ha problemi di spazi, ma guarda anche alla relazione con il territorio

DHL sposta le sue operazioni aeree da Orio al Serio a Malpensa? Del trasferimento si parla, con comprensibile preoccupazione, a Bergamo, dove il grande spedizioniere internazionale dà lavoro – indotto compreso – a circa 1000 persone. «Quella dello spostamento di DHL da Orio a Malpensa, purtroppo, sembra essere un’ipotesi non priva di fondamento, su cui da qualche tempo si sentono voci» dice Marco Sala, della Filt-Cgil di Bergamo. Le trattative sono per ora riservatissime, legate alla scadenza (2013) del contratto tra DHL e il gestore di Orio, la Sacbo. Si sa che Malpensa è l’ipotesi più accreditata nel caso di un trasferimento da Bergamo, mentre l’alternativa potrebbe essere trovata anche a Brescia Montichiari, scalo che è sì in crisi come volumi di traffico, ma ha il vantaggio di avere spazi e di essere collocato nell’area Est della Lombardia (il grande centro di smistamento su gomma di DHL è proprio a Est di Milano, a Pozzuolo Martesana). La mancanza di una strategia complessiva del sistema aeroportuale lombardo e padano in generale non aiuta.

«L’ipotesi – continua Sala della Filt-Cgil – ci preoccupa molto, sia per il destino dei 450 lavoratori che direttamente dipendono dalla società, sia per quelli delle cooperative che lavorano per DHL». Quelli in cooperativa sono circa 150 lavoratori mentre se si considera l’indotto in senso più ampio si arriva ad un totale di mille posti. Il grande corriere a guida tedesca rappresenta circa il 10-12% dei volumi di traffico, tra i 12 e i 14 voli giornalieri: ha un problema in termini soprattutto di spazi, prima ancora che di numero di movimenti aerei giornalieri. DHL però sta facendo una ristrutturazione più ampia del suo network europeo, ha creato un grande hub merci a Lipsia-Halle e sta rivedendo i terminali locali, riducendone alcuni ma anche introducendone di nuovi per "accorciare le distanze" rispetto alle aree produttive (ad esempio, in Italia, ha aperto la base di Bologna Borgo Panigale).

Ma nelle ipotesi sul futuro pesa anche l’aspetto ambientale e della relazione con il territorio, visto che il colosso tedesco non ama – per policy aziendale – avere a che fare con proteste e comitati. Esattamente quello che sta accadendo a Orio al Serio, dove solo poche settimane fa si è tenuta la prima manifestazione di protesta per la crescita del numero di voli (nella foto, atterraggio a Orio, da www.md80.it). «L’occupazione è importante – dice ancora Sala – d’altra parte capiamo anche le istanze dei cittadini: proprio in tema ambientale, vorrei precisare che l’eventuale trasferimento di DHL fuori dalla provincia orobica non significherebbe un miglioramento dell’aria. Non si diano, perciò, false aspettative ai comitati di cittadini. Il problema ambientale non è un problema del cargo: dal 2002, contestualmente all’arrivo di Ryanair, DHL ha ridotto il numero dei suoi voli, che, peraltro, seguono la rotta verso Brescia, su una direttrice decisamente meno popolata rispetto all’altra». Del resto, c’è da dire che da questo punto di vista anche la situazione del territorio di Malpensa non è certo tranquilla, da due anni a questa parte. D’altra parte, il trasferimento di DHL in brughiera sarebbe un segnale in forte controtendenza rispetto all’addio di altre compagnie passeggeri, come Air France e Lufthansa.

La scelta si gioca, in ogni caso, ad un livello molto alto: tutto è in mano ai vertici internazionali di DHL (che fa parte del gruppo, ancor più grande, di Deutsche Post). Offerta , logistica operativa e modello di relazione con il territorio saranno probabilmente gli elementi che guideranno la scelta.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2011
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