“Dopo un anno, grazie ancora ai i miei quattro angeli”

Colta da un infarto nella mensa aziendale, Elena ringrazia i colleghi che l'hanno salvata: Alenia Aermacchi aveva fatto seguire loro un corso per affrontare situazioni di emergenza

Gentile Direttore,
un anno fa, e precisamente il 22 ottobre 2010, sono stata protagonista di un arresto cardiaco sul luogo di lavoro. Ero in mensa, avevo finito di pranzare, quando improvvisamente mi sono accasciata sulla sedia e il mio cuore ha deciso di smettere di battere.
Lavoro, o meglio lavoravo, perché dopo quello che mi è accaduto ho scelto di dimettermi, in Alenia Aermacchi,
Ebbene, la grande attenzione che il management di Alenia Aermacchi ha “sempre” avuto nei confronti della sicurezza del proprio personale, mi ha permesso di essere qui a scrivere oggi.
Cerco di spiegarmi meglio.
Da anni l’Azienda, anche se non espressamente richiesto dalla normativa vigente, ha ritenuto di organizzare al proprio interno una squadra di primo livello per gli interventi di soccorso sanitario composta di volontari che già operano all’esterno come soccorritori presso sedi CRI ed AMPAS; la squadra si è sempre meglio strutturata col passare del tempo fino ad arrivare a proporre l’ acquisto di un defibrillatore cardiaco.
L’Azienda ha aderito prontamente all’iniziativa e ha acconsentito a dedicare ore per l’addestramento del personale.
Quattro colleghi appartenenti alla “Squadra”: Anna, Gabriella, Claudio e Luca , “i miei quattro Angeli” – erano nei pressi della mensa (beh un po’ di fortuna ci vuole!) e la tempestività e la competenza del loro soccorso con circa 900 massaggi cardiaci, la ventilazione polmonare e l’utilizzo del defibrillatore – 3 scariche – sono stati fondamentali per la mia “rinascita”. “Senza di loro, non ci sarebbe stata speranza”: così si sono espressi i medici del Pronto Soccorso.
Alla terza scarica il mio cuore riprende il ritmo normale, mantenuto poi attraverso le flebo del medico, nel frattempo giunto in azienda con l’auto medica e l’ambulanza,
E poi il trasferimento al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo di Varese e successivamente in rianimazione.
Cinque giorni in Neurorianimazione, intubazione oro-tracheale, ventilazione assistita, ipotermia terapeutica e finalmente la domenica sera il risveglio e la constatazione che non avevo subito danni cognitivi e motori.
E’ un sollievo, per le mie figlie, per i quattro Angeli, per i miei parenti, per gli amici e per i colleghi che hanno sostato con angoscia ma anche con tanta speranza, nella sala d’attesa di quel triste reparto.
Nella mia mente ancora oggi di quei giorni, dall’arresto al risveglio, ho il vuoto assoluto , non ricordo nulla, quello che so e che scrivo, l’ho appreso dai miei soccorritori, dalla cartella clinica e dai racconti di chi mi è stato vicino.
Non so, o meglio non mi rendo conto, di dove, come e quando mi sono risvegliata e chi c’era in quel momento.
A me sembra di essere stata in una grande sala dove c’erano tanti letti sospesi nel vuoto, con tanti “omini verdi” che si muovevano freneticamente attorno a quei letti.
Successivamente sono stata trasferita in Unità Coronarica e in Cardiologia 2, per l’impianto di ICD (Defibrillatore e Pacemaker) da parte dei medici dell’Unità di Emodinamica e per finire, la riabilitazione presso la Fondazione Maugeri di Tradate.
Più di cinquanta giorni in ospedale, una lunga convalescenza ma ora, eccomi qui con una grande gioia nel cuore a festeggiare questo mio “primo compleanno”, il più importante il più gioioso.
Credo di essere stata la protagonista di un evento straordinario e vorrei che questo “raccontarmi” possa innanzi tutto contribuire ad aumentare l’attenzione sulla sicurezza in tutti gli ambienti di lavoro e non solo, sia privati che pubblici e sull’importanza dell’’immediato e decisivo intervento di primo soccorso.
Inoltre voglio testimoniare quella “buona sanità” di cui nessuno parla e che io ho incontrato nella professionalità, nell’efficienza e nell’umanità di tutte le persone che si sono prese cura di me, dai medici agli infermieri: del “118”, del Pronto Soccorso e dei Reparti Neurorianimazione, Unità Coronarica, Cardiologia 2, Unità Emodinamica dell’Ospedale di Circolo di Varese e quelli dei Reparti Cardiologia, Fisioterapia e Psicologia della Fondazione Maugeri di Tradate.

E poi desidero ringraziare, anche se nel privato l’ho già fatto, Anna, Gabriella, Claudio e Luca, i miei “quattro Angeli”che oramai fanno parte della mia famiglia, l’Azienda che mi è stata vicina e che so avere già rinforzato ancora di più la “Squadra di Soccorso Aziendale”, i Medici e gli Infermieri delle strutture sanitarie sopra citate e non ultimi gli istruttori delle squadre di pronto intervento.
Infine un grande grazie ai miei famigliari, ai colleghi, ai tanti amici che mi hanno supportato, in quel periodo non sicuramente facile e che sono stati tanto vicini, con il loro affetto, alle mie figlie.
Vi abbraccio tutti con, ancora oggi, tanta commozione e un’ immensa riconoscenza per tutta la vita.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2011
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