“Ecco come risparmieremo per la sanità varesina”

Nessun licenziamento ma risparmio su tutto, dalle utenze ai fornitori. «Non abbasseremo mai la qualità del servizio». In comune verso una “commissione ospedale”

walter bergamaschi«I costi della sanità sono composti da tre voci: personale, beni, servizi».
In consiglio comunale a Varese non vola una mosca e tutti gli occhi sono puntati su un signore in giacca, cravatta e occhiali che sta spiegando quale di queste tre carte tirerà fuori dal mazzo della sanità varesina per far quadrare i conti.
Quell’uomo è Walter Bergamaschi, il direttore dell’Azienda ospedaliera di Varese, finito nella centrifuga per l’ipotesi di non rinnovare alcune decine di contratti a termine (quindi posti di lavoro) per ridurre i costi imposti dalla Regione.
Numeri da brividi, quelli dei camici bianchi bosini: cinque ospedali (Varese, del Ponte, Cuasso, Cittiglio e Luino) un bilancio da far quadrare a 400 milioni di euro nel 2010 con aumenti delle risorse disponibili, fino all’anno scorso, pari al 3-4% annuo, con picchi anche dell’8-10% nei tempi in cui si doveva realizzare il “nuovo” monoblocco.
Ed ecco, nel 2008, la crisi, il Pil che non si muove da cui si attingeva fino al 6% per la sanità e, quindi, i contenimenti delle spese. «Sapevamo, dall’inizio dell’anno, di non poter fare affidamento su nuove risorse, ma già dal 2010 era in vigore il piano strategico triennale– ha esordito Bergamaschi di fronte al consiglio comunale – la Regione ci chiese di contenere i costi per attivare nuovi servizi. Per questo attivammo per esempio un’analisi della durata delle degenze da cui emerse che sia la degenza medica, sia quella chirurgica erano al di sopra della media regionale: su quello era possibile intervenire».
Poi è arrivata la delibera regionale di luglio, la 2057 che ha prodotto effetti importanti sul bilancio aziendale: riduzione dell’1% del contratto per le prestazioni extraregione, riduzione del contratto per le prestazioni ambulatoriali (vedi ticket), riduzione dell’1% della “maggiorazione universitaria”, oltre alla riduzione dei trasferimento dei contributi “rar” (le risorse aggiuntive regionali, una sorta di premio per il raggiungimento di obiettivi), e la famigerata riduzione dei contratti a tempo indeterminato. Voci di bilancio che porteranno alla necessità di ridurre i costi per oltre 3 milioni di euro. «Alla fine – ha detto Bergamaschi – ci siamo trovati un bilancio con meno risorse ancora di quelle previste nei conti del 2010»
Il fuoco di fila portato dai sindacati e dall’attenzione dei media sul pianeta sanità del capoluogo ha imposto un dietro front sulla questione del mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato, che sono assicurati, come è pure emerso dall’incontro con le parti sociali. Sul fronte del turn over (vale a dire la mancata sostituzione dei dipendenti che se ne vanno o accedono alla pensione), Bergamaschi ha affermato che “non verrà rivisto il parziale blocco».
La parola d’ordine è quindi un capillare programma di risparmio. Si va dalla razionalizzazione dei costi delle utenze (telefono, gas, luce) alla ridiscussione dei contratti per beni e servizi, perfino alla razionalizzazione dei costi per il trasporto dei rifiuti ingombranti, insomma una serie di azioni che «ci porteranno vicini a riequilibrare i tagli subiti».
Il consiglio comunale ha assistito composto “come non mai” per dirla col sindaco Fontana, con diversi interventi che hanno permesso una puntuale controreplica di Bergamaschi, che ha risposto anche ad un altro punto atteso, quello del progetto del Ponte del Sorriso, il polo materno infantile di Varese. «Il terzo lotto del Ponte non è presente in finanziamento per l’edilizia sanitaria – ha detto Bergamaschi. L’aggiudicazione dei lavori per il secondo lotto è invece avvenuta nei giorni scorsi per la realizzazione del polo materno infantile: al completamento del secondo lotto avremo un ospedale funzionale e funzionante».
E il Ponte del Sorriso, assieme al mantenimento dei posti di lavoro e della qualità delle prestazioni sono stati i punti al centro di un ordine del giorno letto dal consigliere del Partito Democratico Fabrizio Mirabelli approvato dal consiglio all’unanimità. Il documento impegna sindaco e giunta, inoltre, a dare vita ad una commissione ospedale “affinché questa possa tenere monitorata la situazione degli ospedali cittadini”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 ottobre 2011
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