Ecco i vincitori del Premio Chiara Giovani 2011

Ecco i sette nomi in ordine alfabetico. La premiazione si svolgerà domenica 16 ottobre alle ore 16.00 a Gavirate al Chiostro di Voltorre

Ecco i vincitori del Premio Chiara Giovani 2011 in ordine alfabetico. La graduatoria dei vincitori sarà data durante la Premiazione domenica 16 ottobre alle ore 16.00 a Gavirate al Chiostro di Voltorre.

Questa è la scelta dei 200 lettori della Giuria popolare del Premio Chiara 2011
Federica BELLI, "Amore mio" Rancio Valcuvia (VA) del 1993, stud.
Mattia BERTOLDI "690anni dopo " Montagnola (CH) del 1986, univ.
Alessandra BUCCELLA,"Amore mio" Varese del 1989, univ.
Alberto FERRARIO "Il re di Samarcanda" Gavirate (VA) del 1995, stud.
Alessandra LAMANNA "Amore mio" Arcisate (VA) del 1991, univ.
Tommaso PIETRI "Il sogno rubato " Gazzada-Schianno (VA) del 1996, stud.
Filippo POZZOLI "Non ti seguo Suor Adele " Merone (CO) del 1989, univ.

Il tema proposto quest’anno per il Concorso, riservato a giovani tra i 15 e i 25 anni residenti in Italia e nella Svizzera italiana, è “Amore mio”. La risposta è stata positiva da parte di studenti, universitari e lavoratori, sono, infatti, pervenuti 280 racconti da tutta Italia e dal Canton Ticino.
Molti sono, inoltre, i racconti pervenuti da ragazzi stranieri residenti nel nostro Paese. Una giuria tecnica composta da Raimondo Malgaroli (Presidente), Andrea Giacometti, Pier Paolo Pedrini, Marilena Goracci, Riccardo Prando ha selezionato 34 racconti che sono stati pubblicati in un volume edito dall’Associazione Amici di Piero Chiara dal titolo “Amore mio”.

I premi:
1° 500 euro offerti da Prealpi Servizi
2° Consolle Nintendo Wii offerta da IPER La grande I, Varese
3° Gioiello DoDo offerto da Gioielleria Dino Ceccuzzi, Varese
4° Macchina fotografica digitale offerta da Trony-Bernasconi, Varese
5° Parure Faber-Castell offerta da Villa, Varese
6° Occhiali da sole offerti da Aris, Varese

I riassunti dei vincitori, in ordine alfabetico
“Amore mio” di Federica BELLI – Rancio Valcuvia (VA) del 1993, stud.
L’arte …L’ “Amore mio”. La mia passione, mai stata accettata da mio padre poiché ritenuta un
mondo senza gratificazioni, vuoto. La nostra è una sfida che mi ha costantemente irritata, ma per
la quale non ho mai volutamente lottato. Mio padre mi ha sempre vista con i suoi occhi a senso
unico, non sapendo però che frequento una rinomata accademia e lavoro per un noto gallerista.
Ora, dopo averlo invitato ad una mostra, sono qui ad aspettare che egli entri nel salone. Riuscirò
finalmente ad ottenere la mia rivincita?

“690 anni dopo” di Mattia BERTOLDI – Montagnola (CH) del 1986, univ.
È il 14 settembre 2011. Sono passati seicentonovanta anni esatti dalla morte di Dante Alighieri
che, dopo un periodo obbligato di permanenza in Purgatorio, si prepara ad entrare in Paradiso.
Ma un evento di tale portata non passa inosservato: dopo aver festeggiato con lui in un’epica festa
di addio al celibato organizzata da D’Annunzio nel cerchio dei lussuriosi, centinaia di anime provenienti da ogni parte dell’Aldilà- accorrono per salutarlo un’ultima volta sulla strada che
porta al fiume Letè.

“Amore mio” di Alessandra BUCCELLA – Varese del 1989, univ.
Albania, 1991. A costo di enormi sacrifici, economici e non solo, da parte loro e delle loro famiglie,
tanti giovani affrontano su barconi fatiscenti la traversata che può cambiare loro la vita:
destinazione, Italia. Ricominciare da zero ed essere felici è la promessa dovuta a chi li ha lasciati
andare, la protagonista l’ha scoperto molto presto, ma per mantenerla ci vuole generosità: l’eterno
ciclo del dare e dell’avere non ammette sconti, e a volte chi ha rischiato di non avere niente è
proprio colui che è determinato a dare tutto.

“Il re di Samarcanda” di Alberto FERRARIO – Gavirate (VA) del 1995, stud.
Un uomo, una donna… Che razza di incipit! Banale, inflazionato… mettiamola così: un uomo, una
guerra, una basilica immersa nell’oriente di Samarcanda, una donna. Il re dei re che ha spinto
tante guerre ma non ne ha mai chiesta nessuna. La “nera signora” che ci aspetta tutti, a
Samarcanda. Mettiamoli assieme e vediamo cosa può uscirne…

“Amore mio” di Alessandra LAMANNA – Arcisate (VA) del 1991, univ.
Il racconto ha un’ unica protagonista che aspetta fiduciosa l’arrivo del suo amore. L’uomo dei
sogni, perfetto, proprio come lei se lo immagina ma che in realtà ancora non conosce. L’ amore,
infatti, per questa donna in attesa non è ancora arrivato mentre il tempo passa e lei invecchia.
Forse non arriverà mai? Forse non lo ha riconosciuto? O forse anche un signore dai capelli
bianchi può essere il principe azzurro?

“Il sogno rubato” di Tommaso PIETRI – Gazzada-Schianno (VA) del 1996, stud.
La città in cui vive gli appare solo come un ammasso di edifici, ora che ha perso l’amore della sua
vita. È deciso a ritrovarlo, poiché il mondo è grigio ai suoi occhi senza di lui, e si sente perso in
mezzo ad una società che pensa solo a se stessa e si rifiuta di aiutate un giovane che soffre.
Deve riconquistare l’amore perduto. Ad ogni costo. Inoltre, non può dimenticare la promessa di un
lungo viaggio insieme…

“Non ti seguo Suor Adele” di Filippo POZZOLI – Merone (CO) del 1987, univ.
Nel microcosmo di un Istituto un soggetto speciale si abbandona ad un fiume di coscienza tra vita
e ricordo, sfumati e stretti nell’attesa. Dai suoi pensieri sconnessi e malinconici- pur ancora umidi
di speranza come un profumo posticcio- viene scosso dalla Terra in un tremito di lucidità, in cui,
forse tragicamente, giunge a scegliere del proprio destino. Il racconto è una riflessione ignorante e
non consapevole sull’ineluttabile follia dell’amore, al cospetto del quale per nessuno possono
esservi pretese di raziocinio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2011
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