Esposto contro i cittadini che contestavano l’ex sindaco

Vittorio Ponti chiede all'autorità giudiziaria di fare chiarezza sul consiglio comunale del 26 luglio scorso e cita dieci persone per attacchi verbali. Le minoranze: "Intimidazione politica"

minoranze dai carabinieri angeraSono dieci i cittadini angeresi che hanno ricevuto nei giorni scorsi un avviso di comparizione in caserma a seguito di un esposto presentato dell’ex sindaco e consigliere angerese, Vittorio Ponti. L’atto contesta un’interruzione di pubblico servizio relativa ai fatti avvenuti durante il consiglio comunale del 26 luglio scorso. Una seduta animata, fissata a pochi giorni di distanza dall’arresto dell’ex assessore angerese Vincenzo Catalani, in un momento di accesa e contestata vita politica comunale. Le persone coinvolte sono state convocate dai carabinieri di Angera per la notifica dei provvedimenti e delle indagini in corso. Molti di loro appartengono, o sono vicini, alle liste politiche delle minoranze le quali criticano duramente il gesto dell’assessore Ponti e parlano di "indimidazione politica".

«È accaduto un fatto molto grave – replica Marco Brovelli (nella foto a destra), consigliere comunale di A come Angera -. La nostra lista in particolare è stata la più coinvolta. Ma questo non significa che smetteremo di svolgere il nostro lavoro di minoranza. marco brovelli angeraI fatti contestati dal consigliere Ponti non rappresentano per nulla quanto accaduto nella seduta di quel consiglio e risponderemo mediante l’utilizzo di tutti i mezzi consentiti dalla legge. È grave inoltre che le querele vedano coinvolti anche normali cittadini che hanno assistito alla seduta consiliare e che, si sono trovati per loro sfortuna, in questa assurda vicenda. Confidiamo che la magistratura e le forze dell’ordine una volta effettuato il loro minuzioso lavoro, stabiliscano la completa estraneità dei fatti indicati dal consigliere comunale Ponti, riportando serenità nella città di Angera che, tutto ha bisogno tranne che di divisioni, ponendo la vera politica e il cittadino al centro dell’interesse di chi è stato chiamato a governare».

Sempre nel pomeriggio di oggi anche i consiglieri Alfredo Diano, Eraldo Oggioni e Alessandro Paladini Molgora (nella foto sopra) si sono recati dai carabinieri di Angera per chiedere di essere ascoltati come testimoni e per presentare una ricostruzione di quanto accaduto nel consiglio del 26 luglio. Il gruppo, si legge nella nota diffusa in serata, è «rimasto turbato dalla situazione rappresentata dal concittadino che svela un esercizio protervo della denunzia penale come criterio regolatore dei conflitti democratici. Insieme stiamo studiando le debite azioni a tutela della cittadinanza, volte anche al ripristino di una democrazia partecipata e non intimidatoria come quella mostrata più volte dalla maggioranza contro gli stessi angeresi che vorrebbero amministrare. Invitiamo chiunque fosse colpito da questi avvisi di garanzia a contattarci all’indirizzo mail info@cambiangera.it. Il gruppo unito d’opposizione si è già attivato, incaricando un avvocato di Varese che si interesserà del caso». Il gruppo di consiglieri ha definito inoltre l’accaduto un «gravissimo fatto antidemocratico. Mai come in questo momento è necessario fare gruppo ed essere uniti, al fine di ottimizzare e razionalizzare gli interventi e le risposte a questo grave attacco ai cittadini angeresi».

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Magda Cogliati che ha ribadito l’estraneità del gruppo di maggioranza nelle azioni legali intraprese dal consigliere Ponti: «L’azione – ha precisato – è state fatta personalmente senza la condivisione dell’amministrazione. È un’iniziativa personale e non grava sugli impegni di spesa del comune. Fatta questa premessa devo ribadire che non conosco il contenuto delle denunce se non per quanto appreso dalla stampa. Il gruppo consigliare di cui faccio parte ne ha preso atto. È vero quel consiglio comunale è stato molto animato ma non parlerei di interuzione di pubblico servizio, salvo per una pausa che io stessa ho disposto. Tutti i punti all’ordine del giorno sono stati approvati e, come alcuni esponenti della minoranza, anche noi siamo stati ricevuti dal prefetto di Varese per relazionare sull’accaduto».

Sentito sulla vicenda il consigliere Ponti chiarisce le sue motivazioni: «Il consiglio comunale non è la sede dei comizi. Per tre mesi non ho voluto replicare ma non possiamo negare quanto è accaduto, è stata una situazione fuori dall’ordinario Quello del 26 luglio scorso è stato il consiglio più brutto e turbolento della storia di Angera. La stampa ha riportato l’accaduto e gli stessi consiglieri di minoranza l’hanno contestato per mesi e si sono anche recati dal prefetto per relazionare sugli avvenimenti. Ho ritenuto dunque necessario porre alla magistratura una serie di quesiti: per prima cosa chiedo di indagare su come si sono svolti i fatti. In quella seduta ci sono state violente aggressioni verbali e provocazioni che si sono prolungate per due ore. In particolare ho segnalato dieci persone che si sono distinte in questo. E poi per quale motivo è stata permessa questa situazione? Chi aveva il compito di intervenire? Il sindaco o le forze dell’ordine? La mia non è un’azione contro il pubblico presente ma una reazione in risposta a mesi di attacco da parte di alcuni consiglieri di minoranza. Il comune dispone inoltre di una registrazione di quanto avvenuto. Non solo le opposizioni hanno diritto di contestare ciò che non approvano ma anche chi, come me, ha subito prolungati attacchi e accuse».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2011
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