Fondazione, Gallina: “L’ex sindaco Mucci sapeva”

L'ex direttore della Fondazione Culturale ammette una parte di responsabilità sul "debolissimo controllo gestionale". Ma mostra anche le lettere inviate a Nicola Mucci per mettere in guardia sui rischi e sui debiti dei fornitori

«Il sindaco Mucci sapeva del debito verso i fornitori e ha sempre avuto informazioni sui costi delle manutenzioni». L’ex direttore della Fondazione Culturale Adriano Gallina non vuole essere il «signor Malaussenne» di turno, non vuole passare per il capro espiatorio del crac dell’ente che ha accumulato 890mila euro di debito: ammette le sue responsabilità su diversi aspetti, ma cerca di dimostrare – documenti alla mano – che anche il sindaco Mucci sapeva, da oltre un anno, della situazione.

Gallina rivendica le scelte di direzione artistica, il tentativo di creare una offerta culturale di alto livello, una proposta «di cultura e non di intrattenimento» e «in un’ottica di sprovincializzazione». Riconosce però anche il «debolissimo controllo gestionale» avuto sui conti. «Ho spulciato un documento di maggio 2005: io stesso dichiaravo la necessità della nomina di un direttore amministrativo. Vero anche che per ragioni di economia questo compito mi è stato di fatto attribuito: vero che è stato un errore occuparmi anche della parte amministrativa, vero che non avevo una specifica competenza» dice l’ex direttore artistico. Ed è una ammissione coraggiosa, in una storia in cui finora pressoché nessuno ha riconosciuto alcuna responsabilità su quanto successo.

Ma se da un lato Gallina riconosce i suoi limiti, dall’altro non ha intenzione di "coprire" nessuno e di farsi carico dell’intera responsabilità. Documenti alla mano, dunque, contrattacca sui punti contestati in particolare dall’ex sindaco Nicola Mucci, sentito anche in audizione mercoledì scorso. «Mucci non sapeva dei debiti verso fornitori? Innanzitutto se c’è un disavanzo di bilancio, è evidente che c’è una esposizione verso i fornitori». Ma Gallina dice di aver segnalato la cosa in maniera esplicita, con una «lettera protocollata» (datata 10 febbraio 2010)in cui segnalava l’esposizione verso i fornitori, con il riferimento ad un caso specifico. Nella missiva inviata a Nicola Mucci – fornita in copia da Gallina – si dice che la situazione "rischia, salvo urgenti interventi di natura finanziaria, di divenire incontrollabile" e si ribadisce che "il nodo è purtroppo, come sempre, riferito alla grave e pregressa situazione debitoria […] con molti e diversi fornitori", soprattutto dei settori manutenzione, gestione e promozione (non quindi le compagnie teatrali).

Gallina pone poi una questione logica sull’esistenza del "buco" nei conti della Fondazione: «A voi sembra razionale che un’organizzazione che ha dipendenza da ente pubblico, che ha 4 fiduciari del sindaco in CdA, dichiari uno stato di sofferenza minore al bisogno nel momento in cui ha risorse». Sarebbe stato un controsenso nascondere il passivo e non chiedere di ripianare il debito. E infatti Gallina presenta anche un documento, il verbale del CdA del 21 ottobre 2010, in cui si riporta che Lainati aveva avuto un colloquio con il sindaco (parlando anche della contestata questione dei costi di manutenzione) e in cui si dice che la dottoressa Michela Longo (che secondo Gallina era la referente diretta del sindaco e del PdL) aveva informato di aver inviato a Mucci la relazione del revisore dei conti Ugo Gaspari (quella in cui si parlava di gravi rischi per fornitori e dipendenti) e di aver ricevuto dal sindaco "le stesse informazioni e rassicurazioni" sui contributi attesi dal Comune. Nella stessa seduta si erano approvati il bilancio a giugno 2010 e il preventivo per l’anno successivo, volendo andare avanti con la stagione "per rispettare le indicazioni del sindaco che nel [precedente CdA] indicava la necessità e l’intenzione di continuare con la Stagione dei due teatri".

Insomma, il sindaco Nicola Mucci avrebbe avuto tutte le informazioni sul debito e avrebbe avallato la decisione di proseguire, garantendo un contributo che garantisse la stabilità finanziaria della Fondazione. «Venne allegato – dice Gallina – un Piano di risanamento che si basava su un contributo straordinario del Comune per 800mila euro». Poco sapevano di tutto questo i consiglieri comunali che rappresentano l’intera città: Adriano Gallina non nasconde la responsabilità nell’aver mantenuto «una sostanziale opacità», visto che in commissione bilancio era stata data indicazione «da Mucci e in un caso dal presidente di commissione Alessandro Petrone» di parlare solo dell’andamento delle stagioni teatrali. Insomma, l’errore fu (anche) quello di «aver interloquito solo con Mucci». Ma l’ex sindaco – ribadisce  – sapeva qual era la situazione. Quanto a Gallina, ritiene di aver chiarito tutto: «In commissione non ci sono andato perché nessuno ha mai chiesto la mia presenza».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2011
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