Fondazione, Mucci attacca l’ex direttore Gallina

Il sindaco che fece nascere la Fondazione che gestisce i teatri sentito dalla commissione cultura: "Mi disse che i problemi erano nelle manutenzioni, non nella parte ordinaria". Attacco anche agli ex alleati di An

«Il professor Gallina è forse andato un po’ in là nel difendere una realtà che aveva fatto nascere per passione». L’ex sindaco Nicola Mucci, sentito in audizione davanti alla commissione cultura, mette in capo all’ex direttore della Fondazione i guai emersi quest’anno e che hanno condotto alla liquidazione dell’ente. Mucci spiega che da ex sindaco non fu mai informato delle difficoltà nella parte ordinaria (compresi i pagamenti ai fornitori) ma che si confrontò solo con le spese crescenti per la manutenzione straordinaria, anche se non ebbe «nessuna giustificazione delle spese sostenute». La commissione – che è pubblica – è stata seguita da una discreta presenza di pubblico.

L’ex primo cittadino (da dicembre 2010 direttore dell’Asl a Sondrio) è partito proprio dall’aspetto della manutenzione, ma anche dalle caratteristiche del Teatro Condominio, la struttura più importante affidata alla Fondazione. E qui Mucci ha messo in carico una parte di responsabilità agile alleati di An: «Quando divenni sindaco si fece un progetto che prevedeva un teatro più piccolo con alcuni limiti, ma con costi inferiori rispetto a un’ipotesi più ampia. Il gruppo consigliare di AN si impuntò invece fortemente su questo aspetto: su richiesta di Luca Ferrazzi il progetto fu ampliato, aprendosi ad una tipologia di spettacoli diversi e più onerosi».

Mucci ha spiegato anche che nella gestione successiva – dopo che la Fondazione aveva ricevuto un fondo di dotazione e contributi annuali per le attività – il direttore della Fondazione Adriano Gallina gli prospettò «la possibilità di raggiungere il pareggio nella parte ordinaria», ma che illustrò anche la necessità di implementare dotazioni tecniche del teatro Gassman. Successivamente, «al quinto anno di attività», lo stesso Gallina prospetta «alcune necessità a suo dire di manutenzione straordinaria, con una rilevanza tale da causare scompensi di natura finanziaria». E qui Mucci ammette che dei limiti erano già nella Convenzione («un peccato di inesperienza», perché non c’erano precedenti di gestione teatrale), che si lavorò poi successivamente per modificare introducendo un confine più netto tra manutenzione ordinaria e straordinaria, secondo le necessità emerse.

«Il professor Gallina mi comunicò che il fabbisogno per manutenzione era di circa 360mila euro, dissi che l’amministrazione era disponibile a correggere la convenzione in scadenza specificando meglio cosa si intendesse per ordinaria e straordinaria (di cui si occupò il dirigente tecnico, l’ingegner Altieri); andammo poi ad appostare nel bilancio 2010 250mila euro di risorse per primo intervento nel 2010 e programmare intervento successivo nel previsionale 2011. Quando poi chiesi a Gallina di supportare la sua istanza di fondi per manutenzione straordinaria, non ebbi alcuna risposta e successivamente, dopo la mia decadenza,anche alla successiva ripresa da parte di Massimo Bossi». Lo stesso Bossi, ex vicesindaco, conferma: «Quando sono state richieste pezze giustificative, non abbiamo ricevuto risposte: per questo abbiamo destinato 250mila euro al MAGa». 

Quanto alle perdite, Mucci ha spiegato che «all’Amministrazione Comunale era rappresentato che le problematiche erano concernenti non la parte ordinaria, ma la gestione degli interventi di natura straordinaria». Tanto che secondo l’ex sindaco Gallina aveva assicurato che non c’erano problemi di sorta con la parte ordinaria e che si andava verso il pareggio. «Dei problemi dei fornitori l’Amministrazione Comunale non era stata investita: a fronte di alcune richieste fatte da miei collaboratori a Gallina su fornitori non pagati, ci veniva detto che derivava da dinamiche di flussi di cassa» (i contributi del Comune e Amsc arrivavano a scaglioni, mentre i pagamenti erano spesso alla data dello spettacolo).

Altro fronte su cui Mucci ha risposto attaccando Adriano Gallina è stato quello della ricerca di nuovi fondi e di nuovi partner privati.  «Il professor Gallina qualcosa aveva fatto nella ricerca di fondi da enti sovraordinati. Nel 2009-2010 si arrivò a chiedere che o si riusciva a ottenere o si doveva porre a disposizione della Fondazione Museale per creare una strategia comune. Gallina chiamò una volta Emma Zanella, ma nulla più accadde e il risultato fu pari a zero». Ma Gallina era un direttore artistico, ha fatto notare Aldo Lamberti (Pd)… «Quella era l’indicazione iniziale» dice Mucci, specificando poi che in realtà i compiti furono indicati in senso più ampio. E quando l’assessore Nicosia ha fatto notare che da Statuto è previsto un direttore amministrativo, Mucci ha spiegato che «in più di un’occasione l’amministrazione comunale ha sollecitato la nomina, anche se va precisato che questa scelta sarebbe andata ad implementare le voci di costo». E alla fine il percorso è stato confermato anche dal presidente della Fondazione Mario Lainati: «Già c’era direttore artistico, Dauria (che era stato allontanato, ma che veniva ancora pagato, ndr). Non potevamo avere due direttori artistici, a quel punto Gallina ha preso in carico la direzione tout court». Questo il racconto dell’ex sindaco, che si aggiunge alla ricostruzione fatta in consiglio comunale dall’attuale primo cittadino Edoardo Guenzani. Rimane da ascoltare l’ex direttore, che anche Danilo Barban (Città e Vita, maggioranza di governo) ha definito il «convitato di pietra» dell’audizione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2011
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