Fossa: “L’innovazione si fa con la formazione continua”

Il presidente di Fondimpresa, il più importante fondo interprofessionale per la formazione continua, ha tenuto un convegno a Villa Bossi. In provincia di Varese vi aderiscono 1.551 imprese per un totale di oltre 70 mila lavoratori

giorgio fossa presidente di fondimpresa«Senza formazione non ci puo’ essere innovazione e Fondimpresa in questo senso è una risorsa importante per le imprese e i lavoratori, soprattutto in tempi di vacche magre». Giorgio Fossa, presidente di Fondimpresa, il più importante fondo interprofessionale per la formazione continua, costituito nel 2003 da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, ha tenuto un convegno a Villa Bossi di Bodio Lomnago.
In provincia di Varese sono 1.551 le imprese che vi aderiscono per un totale di 71.476 lavoratori. Quest’anno, fino ad oggi, sono stati 193 i piani formativi aziendali (nel 2010 sono stati 112, nel 2009 erano  71) che hanno preso vita su questo territorio, coinvolgendo 6.100 lavoratori e per un totale di 123 mila ore di corsi. A livello nazionale sono circa 95 mila gli associati per 3.800.000 lavoratori. «Circa 60 mila imprese – spiega Fossa – appartengono a Confindustria, tra cui tutte le grandi. E poi c’è un buon 40% degli aderenti al fondo che appartengono alla galassia imprenditoriale rappresentata dai piccoli, ovvero artigiani e commercianti. Le grandi sanno come accedere, i piccoli meno».
In questi giorni c’è la campagna pubblicitaria del fondo, anche se non c’è più il limite di tempo per la presentazione della domanda entro la fine dell’esercizio in corso. «È vero – continua il presidente di Fondimpresa – è rimasto questo retaggio. È fondamentale far conoscere a tutte le imprese uno strumento così importante, anche perché lo finanziano loro».
La costituzione del fondo, infatti, permette alle imprese che, su base volontaria, vi aderiscono, di finanziare la formazione continua dei propri collaboratori attraverso la destinazione ai piani di formazione aziendale di una quota parte, lo 0,3% dei contributi che le imprese versano all’Inps (Istituto nazionale previdenza sociale). «Chi aderisce – spiega Fossa – indirizza il contributo non più all’ente pubblico, senza alcuna possibilità di verifica di utilità e senza alcun ritorno dell’investimento, ma al fondo gestito dal sistema di rappresentanza delle imprese, insieme ai sindacati. C’è dunque un meccanismo di trasparenza assoluto, senza meccanismi clientelari e ruberie. E’ un modello mutuato dall’estero dove funziona molto bene. In questi anni sono aumentate le domande e soprattutto la loro qualità».
Le imprese, dunque, possono realizzare in proprio, in forma singola o in partnership con altre imprese, progetti formativi aderenti alle proprie esigenze. Si possono utilizzare le risorse del “conto formazione” attraverso piani formativi concordati con i rappresentanti sindacali aziendali o, in assenza, a livello territoriale o settoriale, con il supporto, nel caso per esempio di Varese, dell’Unione Industriali.
A partire dal 2007 fino ad oggi sono stati formati oltre in Italia con i finanziamenti del fondo sono stati formati oltre 1.400.000 lavoratori. Innovazione, salute e sicurezza sul lavoro, processi amministrativi e organizzativi sono i temi scelti più frequentemente dalle aziende per la loro formazione. Fossa è orgoglioso dei risultati raggiunti soprattutto in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro. «In questi anni – sottolinea il presidente di Fondimpresa – la forte diminuzione degli incidenti sul lavoro è dovuta alla intensa formazione fatta dalle imprese».
Infine, Fossa lancia un messaggio ai politici. «La politica non ha ancora saputo dare nessun input all’innovazione, anche a causa di quelle difficoltà di finanza pubblica che continuano a rappresentare un ostacolo alla crescita del Paese. Prova ne sia il fatto che gli stanziamenti in ricerca e sviluppo, già di per sé cronicamente insufficienti, sono ulteriormente diminuiti. Forse prima di pensare al ponte di Messina bisognerebbe pensare alla quotidianità delle imprese».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2011
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