Guardie ecologiche tristi, dovranno rinunciare ai gradi

La regione non li vuole, perché sembrano quelli di un esercito, ma l'assessore Clerici ha chiesto lo stesso una deroga

I volontari ecologici devono rinunciare alle loro stellette ma si sentono un po’ sminuiti. C’è malcontento sotterraneo tre la Gev, le guardie ecologiche volontarie – 36 in tutto –  che da qualche giorno stanno conducendo una trattativa con l’assessore all’ambiente Stefano Clerici per i rimborsi spese e altro. L’assessore, alle prese con il bilancio, ha dovuto tagliare alcuni costi, ma ha comunque ottenuto che il rimborso spese – non dovuto – fosse corrisposto, anche se con un tetto massimo di 150 euro al mese.

Nell’ultima riunione l’assessore ha esposto anche un altro problema che sta molto a cuore alle Gev, ovvero la decisione della regione Lombardia di uniformare l’abbigliamento di tutte le guardie della regione. Ebbene, a Varese, i volontari avevano da tempo deciso di stamparsi dei gradi da apporre alle camicie. Come scrivono sul loro sito i gradi «rispecchiano il ruolo svolto dalla guardia, stabilito dalle diverse mansioni svolte durante il servizio»

Il punto è questo: secondo i volontari, l’uso delle mostrine dà maggiore autorevolezza. Per questo hanno chiesto all’assessore se potevano mantenere questa tradizione che vi mostriamo nella foto. «Non condivido la loro impostazione – spiega Clerici – secondo me le guardie devono essere autorevoli anche senza i gradi. Tuttavia ho chiesto lo stesso alla regione se potevamo continuare a mantenere queste forme di caratterizzazione, mi daranno presto una risposta, ma temo che non ci sia niente da fare». I gradi servivano anche a premiare i più meritevoli, proprio come nei boy scout. E come riferisce l’assessore.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2011
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