“I cinque sensi”: l’arte uscita dagli schemi è stata un successo

La mostra artistica ha visto molte visite e sarà proposta anche alle amministrazioni comunali vicini

Un grande successo per la mostra “I cinque sensi”che si è chiusa ieri a Samarate e che in poco più di due settimane ha registrato una miriade di visitatori tra studenti, addetti ai lavori, Sindaci e Assessori dei Comuni limitrofi ma anche semplici cittadini incuriositi dallo scoprire “suoli” solitamente occupati dagli artisti.
Due anni intensi di lavoro curato dall’ atelier "Un po’ fuori" per un percorso vibrante ed emozionante attraverso i sensi, la nostra porta spalancata sul mondo, con opere realizzate da un gruppo di disabili adulti insieme ai loro operatori; produzioni artistiche uscite letteralmente dalle cornici per arrivare allo spettatore fino quasi a farsi toccare, in un tripudio di tutti i sensi perchè "un quadro è bello quando è come una bella musica, quando ci fa venire voglia di toccarlo, palparlo, gustarlo".  La mostra "I cinque sensi" è stata davvero un evento culturale vero, allestito fuori dalle strutture canoniche per l’handicap, un vero e proprio inno all’arte uscita dagli schemi per divenire cultura dell’integrazione. «Una forte emozione, tanto stupore e bellezza sono alla base di queste opere d’arte realizzate da artisti tanto intensi e veri – ha dichiarato l’assessore ai servizi alla persona Valentino Celotto – E sono anche contento che la mostra sarà itinerante così che molte altre persone potranno emozionarsi come è successo a me!».
Molto soddisfatti anche Rosy Fattore del Centro Diurno Disabili di Samarate e Ettore Marotta della Cooperativa Progetto Promozione Lavoro di Olgiate Olona che insieme ai loro gruppi di lavoro sono riusciti, con tanta cura e amore, a veicolare attraverso l’uso di soli materiali di riciclo emozioni, tracce e segni dell’innato bisogno espressivo che ciascun essere umano possiede, anche quello sessuale, affettivo, intimo. «Ogni singola opera è stata il frutto di un’idea di arte collettiva – ha detto Rosy Fattore – Più persone hanno collaborato riuscendo a definire, cosa non sempre facile, uno spazio comune di appartenenza. I ragazzi hanno bisogno di riconoscersi nel prodotto ma anche di sentirsi parte, di comunicare tra loro collaborando». «Siamo riusciti un po’ ad abbattere i pregiudizi – ha anche aggiunto Ettore Marotta – Con questa mostra i diversamente abili hanno occupato “suoli” di solito propri degli artisti e questo di per se è già un successo». Ora si attendono risposte dalle Amministrazioni vicine interessate ad esporre a casa loro la mostra e anche i ragazzi chiedono di andare avanti, di rimettersi a lavorare il prima possibile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2011
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