I costi delle manutenzioni: “Avevo inviato un bilancio”

La questione degli interventi manutentivi sulle strutture è una delle cause del debito della Fondazione. L'ex direttore spiega gli accordi con il Comune. "Grave che Mucci dica di non aver avuto informazioni"

Nel "buco" della Fondazione Culturale un grande peso ha la questione delle manutenzioni. Un tema annoso: la Fondazione per lungo tempo ha chiesto che il Comune si facesse carico della manutenzione straordinaria delle proprietà affidate all’ente di diritto privato. Il CdA della Fondazione, dice l’ex direttore Adriano Gallina, cercò di porre rimedio: «Nel 2008 chiedevamo la modifica del contributo da 400 a 500mila euro, essendoci resi conto dei costi manutentivi. Chiarisco: è giusto che l’opinione pubblica chieda conto di 150mila euro di costi manutentivi».
E Gallina spiega che l’organizzazione degli interventi fu dettata dal Comune: « Fin da subito il Comune (principalmente attraverso l’ingegner Altieri)  ci impose un modello di continua e incessante attività manutentiva sui macchinari scenici, degli impianti di riscaldamento automatizzati. Ci fu indicato l’architetto Simone Paggiarin come direttore tecnico». Una figura tecnica che sarebbe costata 15mila euro annui. «Fu così introdotta la definizione di "manutenzione ordinaria speciale": Paggiarin creò contratti periodici con un costo annuo medio di 50mila euro, ogni volta che venivano chiamati si pagava un costo aggiuntivo». Anche a febbraio del 2011 si parlava ancora (in una lettera di Paggiarin a Lainati e Gallina, mostrata dall’ex direttore) di interventi "volti ad aumentare il valore e la qualità funzionale del sistema, con operatività che ne prolungano la longevità e ne migliorano le prestazioni".

Continua Gallina: «Noi, io e il presidente Lainati, abbiamo sempre specificato che nella voce manutenzione c’erano anche la "manutenzione ordinaria speciale" e la manutenzione straordinaria, a cui si aggiungono i costi di pulizia, che si aggiravano intorno a 90mila euro». Cifre consistenti. Per questo Gallina e Lainati si stupirono che «questi costi non siano mai stati inserito nel capitolato comunale sulle proprietà pubbliche», il che avrebbe forse consentito risparmi ed economie di scala.

Ma Mucci, in commissione, ha detto di non aver avuto alcuna informazione precisa sui costi di manutenzione: «Grave che Bossi e Mucci dicano che non c’erano pezze giustificative: dopo mille mail senza risposta, io mandai una lettera protocollata a Bossi, Altieri, Caravati, il 3 febbraio del 2011». Il documento riportava una sintesi degli interventi fatti negli anni 2006-2010, con la suddivisione tra "manutenzioni ordinarie", "acquisto di materiale tecnico per manutenzioni diverse", "spese tecniche e manutenzioni e riparazioni". Le spese assommano in totale a 279.644,10 euro nell’arco di cinque anni, dal 1° luglio 2006 al 30 giugno 2010.
Il bilancio di suddivisione fu consegnato il 3 febbraio dello scorso anno. «Non è casuale – conclude Gallina – che il 7 febbraio annunciai poi le mie dimissioni». La Fondazione è sopravvissuta ancora sette mesi, prima dell’autoliquidazione operata dal CdA in mancanza di un intervento finanziario del Comune per tappare le falle. Per questo Gallina parla anche di una responsabilità dell’attuale maggioranza nella chiusura della Fondazione: «È stato un atto politico preciso».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2011
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