Il gruppo “Progetto Paese” denuncia: “Il Comune è a rischio dissesto finanziario”

Dure accuse dai consiglieri di minoranza Brovedani e Pozzi: "Qualcuno ha la volontà politica di creare il buco di bilancio. Noi non ci stiamo e denuceremo tutto"

Ennesima denuncia del gruppo consiliare di minoranza “Progetto Paese” circa il reale rischio di dissesto finanziario del Comune di Casciago. I consiglieri comunali Marino Brovedani e Gianni Pozzi hanno votato contro in sede di approvazione del bilancio lamentando la mancanza di informazioni precise e soprattutto «la scarsa attendibilità di alcuni stanziamenti, riproposti o revisionati con la variazione in approvazione, alla voce Entrata dei Bilanci. La redazione del Bilancio di Previsione 2011 e Bilancio Pluriennale 2011-2013, nella fattispecie all’atto della ricognizione e salvaguardia degli equilibri di bilancio, risulta in contrasto con i criteri di veridicità ed attendibilità previsti dalla legislazione – si legge nella nota diffusa dal gruppo -. L’approvazione della revisione dei bilanci così come “volutamente” predisposti dalla giunta, con l’assenso del responsabile del servizio finanziario ed il parere favorevole del revisore dei conti, comporta il rischio di incorrere in gravi irregolarità contabili e in un ormai certo dissesto finanziario del Comune di Casciago. Nascono spontanei tre importanti interrogativi: perché questa amministrazione non vuole istituire la Commissione Consiliare Bilancio come da noi richiesto tempo fa? Quali sono le vere motivazioni? Perché questa amministrazione comunale non ha ancora dato corso all’incontro da noi richiesto con il responsabile del servizio finanziario ed il revisore dei conti in merito alla critica situazione finanziaria del Comune? Quale “preoccupante” progettualità si nasconde dietro la volontà dell’amministrazione del sindaco Maroni di portare il Comune di Casciago a rischio di dissesto finanziario, come accade per la Grecia? Crediamo che vi sia la precisa volontà politica di portare il nostro Comune ad una precaria situazione economica per giustificare da una parte la riduzione dei contributi comunali, poi la soppressione di alcuni servizi quali l’asilo nido, la rinuncia ad una delle due Scuole Elementari, della Scuola Media, magari a favore di altre “istituzioni private” e dall’altra la motivazione economica e politica di alienare o meglio “svendere” il patrimonio comunale (vedasi le aree a verde del comprensorio di S. Eusebio, il Palazzo Comunale ed altro), ovviamente una volta questo reso urbanisticamente “appetibile” attraverso lo strumento del Piano del Governo del Territorio (P.G.T) in fase di redazione. Il gruppo “Progetto Paese” è pronto a denunciare e a lottare contro ogni tentativo di distruggere il nostro territorio e la nostra storia, nonché di trasformare il nostro amato paese nella periferia e dominio della Città di Varese».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2011
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