“Il PdL invece di attaccare, spieghi il perché del buco della Fondazione”

Sinistra Ecologia e Libertà risponde alle critiche citando il successo di Duemilalibri, costruito anche grazie al volontariato. Sulla posizione di Adriano Gallina: "Non lo difendiamo per partito preso, ma non accettiamo che la colpa sia solo sua"

«Parlare di città portata indietro di vent’anni risulta quanto mai fuori luogo quando, a chiusura di Duemilalibri, la nuova Amministrazione cittadina ha dimostrato che si può fare cultura anche senza spendere milioni di euro». Così Sinistra Ecologia e Libertà risponde a chi – il PdL gallaratese – ha criticato la gestione della cultura da parte della nuova amministrazione «Solo due nomi: Margherita Hack e Giulietto Chiesa, insieme a molti altri scrittori e addetti alla cultura hanno dato lustro alla città. Duemila libri non ha avuto bisogno di una Fondazione da mezzo milione di euro l’anno per funzionare, non ha avuto bisogno di direttori e consigli di amministrazione; è stato organizzato dall’amministrazione con la partecipazione di un comitato cittadino a titolo volontario». La polemica sulla Fondazione culturale liquidata rimane aperta: Sel parla di «un fiore all’occhiello» della città e rimarca che «non è certo colpa di chi governa oggi se essa deve essere chiusa». Per questo i vendoliani dicono che «piuttosto che fare domande agli altri, sarebbe utile che i precedenti amministratori fornissero loro risposte alla cittadinanza, spiegando il perché di un tale buco nel bilancio, spiegando perché non vi è mai stato un controllo, spiegando perché per fare cultura a Gallarate hanno ritenuto di dover spendere milioni e milioni di euro». 

Sinistra Ecologia Libertà non si sottrae neanche alle accuse contro il direttore artistico Adriano Gallina, che nelle scorse elezioni amministrative si è candidato (ma a Varese) proprio sotto la bandiera rosso-verde. «Sinistra Ecologia Libertà auspica l’accertamento delle responsabilità e non difende a priori il direttore della fondazione, tuttavia si rifiuta categoricamente di subire il gioco di chi, per pulirsi la coscienza ed apparire innocente, cerca di riversare la totalità delle colpe sul direttore medesimo». Che era appunto anche una figura tecnica, che risponde comunque alle indicazioni del Cda per gli indirizzi generali. «La parte peggiore di questa vicenda è che si crea polemica e bagarre invece di dare risposte alla cittadinanza e trovare soluzioni migliori. Si chiede di chiudere l’attuale fondazione e di procedere alla creazione di una nuova; noi, dal canto nostro, ci chiediamo come mai non lo abbiano mai fatto prima. E non si dica che non sapevano, questo sarebbe ancora più grave».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2011
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