Il super Padova torna a Masnago per stupire

La squadra di Dal Canto è una delle rose più forti della categoria: Cacia, Cutolo e Drame davanti, Milanetto e Marcolini a centrocampo, Schiavi e Donati in difesa sono giocatori da serie A

Non c’è più il giustiziere del Varese, ma il Padova è comunque un’autentica corazzata. El Shaarawy, dopo aver castigato i biancorossi di Sannino, eliminandoli nel pirotecnico 3-3 della semifinale playoff, è partito verso il Milan in cerca di glorie maggiori. Il direttore sportivo dei veneti Rino Foschi è però riuscito a costruire una rosa più che competitiva: tante cessioni remunerative, tantissimi acquisti di livello, capaci di far fare ai rossocrociati l’ambito salto di qualità che il presidente/ultrà Cestaro (foto sotto) attende da qualche anno. La classifica premia gli sforzi della dirigenza patavina: secondo posto a tre lunghezze dal lanciatissimo Torino, belle prestazioni (ultima in ordine di tempo la vittoria per 2-1 sul Brescia firmata dal folletto Cutolo).
 
In panchina c’è una delle scelte più azzeccate dello staff del Padova: Alessandro Dal Canto, catapultato in prima squadra alla fine dello scorso campionato e confermato in questa stagione. La rosa a sua disposizione è ricca e ampia, una delle migliori della categoria: in porta è stato ripescato con ottimi risultati Pelizzoli, estremo difensore ancora giovane, ma reduce da qualche annata di stenti. Il suo inizio è stato sfolgorante, ma si è fatto male contro il Modena (lesione parziale del tendine del retto femorale della gamba destra) e dovrà star fuori ancora qualche tempo; al suo posto c’è un giovanissimo che dà già buon affidamento: Mattia Perin, classe 1992, scuola Genoa, considerato uno dei più promettenti portieri dell’ultima generazione. In difesa non ci sarà Trevisan, operato ad un polpaccio. Legati e Renzetti sulle fasce sono due sicurezze (Franco è l’alternativa), in mezzo Portin, Schiavi e Donati (tornato dall’Under 21) danno sicurezza; a centrocampo sono arrivati due uomini che in serie B fanno la differenza: Marcolini e Milanetto, rispettivamente da Chievo e Genoa, che si uniscono all’esperto Italiano, a Bovo, Cuffa e l’ex Varese Osuji, per il momento relegato ai margini dell’11 titolare; in avanti con Succi ancora in fase di ripresa dal brutto infortunio che l’ha tenuto fuori nell’ultima fase dello scorso campionato, è arrivato Cacia, punta che nella serie cadetta ha sempre segnato valanghe di gol. Non solo lui però: ci sono infatti anche Ruopolo, tornato decisivo dopo un anno così e così. Sulle fasce le scelte sono tante e di qualità assoluta: il baby Drame, già oggetto del desiderio di mezza Europa; Cutolo, folletto imprendibile quando parte palla al piede; Lazerevic, dribblomane che con Dal Canto sta imparando ad essere più educato tatticamente.  
 
Il giovane mister dei veneti fa giocare i suoi con un aggressivo 4-3-3, molto simile a quello proposto nella scorsa stagione. Al posto di El Shaarawy si alternano Drame, Cutolo e Lazarevic: forse meno belli da vedere del faraone, ma tutti molto bravi tecnicamente e addirittura più efficaci sotto porta. Il francesino diciannovenne ha una forza fisica devastante, ancora non esplosa del tutto; il folletto ex Crotone coi piedi può inventarsi giocate in ogni frazione del match; lo sloveno salta l’uomo con una facilità estrema. A centrocampo Bovo è l’uomo preposto a recuperare palloni, con Milanetto, Italiano o Marcolini ad inventare giocate e lanci millimetrici, oltre che tiri da fuori area letali. In avanti Cacia non ha bisogno di presentazioni: ha posizione e senso del gol. Anche se non è al meglio può fare male, e tanto. Non dovesse farcela, occhio alla voglia di riemergere di Ruopolo, anch’egli dotato di un innato senso del gol. In difesa l’unico punto debole è la non elevatissima velocità dei centrali: se si gioca a palla bassa Schiavi, Donati o Portin possono andare in sofferenza, mentre sulle palle alte non c’è gara. I veneti sono solidissimi anche sulle fasce, con Legati molto più bravo a difendere grazie al suo recente passato da centrale puro. Scardinare questa macchina apparentemente senza difetti (o quasi) non sarà facile, anche se l’esempio dell’Albinoleffe operaio di due settimane fa(1-0 a Bergamo per i Fortunato boys) può aiutare e molto Maran e i suoi ragazzi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 ottobre 2011
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