Inda, i lavoratori bloccano la strada e salgono sul tetto

A partire dalle dieci di stamani, giovedì 20 ottobre, nuova protesta dei dipendenti della Inda in via XXV Aprile. Una delegazione è salita sul tetto dell'azienda, altri hanno bloccato le strade

I lavoratori della Inda di Caravate non mollano. Questa mattina, giovedì 20 ottobre, intorno alle 10, hanno bloccato via XXV Aprile, strada adiacente all’azienda. In due sono saliti sul tetto dell’azienda con un cartello con la scritta "Vergogna": «Siamo pronti a tutto, vogliamo gli ammortizzatori sociali, vogliamo i soldi come hanno fatto con i dirigenti liquidati lautamente. Ci aspettiamo quast’impegno da parte della proprietà. Oggi è solo una parte della protesta», spiega Umberto Bicelli, delegato Rsu della Fiom. «I lavoratori sono preoccupati – spiega Francesca De Musso della Fiom Cgil – perché se la matematica non è un’opinione, tolti i trasferiti a Pagazzano e quelli di Vizzola Ticino, gli esuberi , cioè i licenziati, sarano quasi un centinaio». E la ricollocazione, per loro, sarà difficile per due motivi: primo, il territorio non se la passa bene; secondo, non bastano più i corsi di riqualificazione, perché oggi molti operai specializzati, professionalità che un tempo le aziende si contendevano a colpi di cento euro in busta, sono già senza lavoro. «E’ vero – continua De Musso – ciò che un tempo era un vantaggio, oggi non lo è più. Ecco perché temo gesti eclatanti, la situazione è drammatica».
I sindacati si erano appellati alla proprietà, la famiglia Fantoni, ma pare che anche da quel versante non siano arrivati segnali positivi. «I lavoratori – continua la sindacalista – mi hanno detto che sabato mattina avrebbero visto la signora Fantoni portare via le cose dal suo ufficio. Eppure ci avevano sempre detto che il cervello dell’azienda sarebbe rimasto qui, evidentemente così non è. È un momento molto difficile e io, che sono molto realista, immagino che qui fra qualche anno vedremo sorgere qualcosa d’altro. Spero vivamente di sbagliarmi ma ci sono tutte le condizioni che ciò avvenga, come è già avvenuto in altre situazioni simili».
Non è difficile dare una forma al pensiero e alle parole di Francesca De Musso con una ipotesi: lì, al posto della fabbrica, potrebbe sorgere un nuovo complesso edilizio.
La politica sta cercando di fare la sua parte. Il sindaco di Caravate, Daniela Mendozza, ha annunciato un consiglio comunale aperto per lunedì prossimo, ma anche in questo caso lo scetticismo dei lavoratori è molto forte. «E’ un segnale positivo – conclude la sindacalista della Fiom – ma la politica in questi ultimi anni ha perso molta credibilità, ha fallito, e quindi c’è molta sfiducia nei suoi confronti. Guardate cosa è successo alla cartiera di Besozzo. Alla fine chi paga sono sempre i poveri cristi, cioè i lavoratori».

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I lavoratori Inda protestano 4 di 5
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2011
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