Integrazione e solidarietà, l’amministrazione comunale fa scuola

Numerose le iniziative messe in campo dal Comune guidato da Luigi Melis: a breve i 5 profughi ospitati in città potranno fare dei piccoli lavoretti e frequentare un corso di alfabetizzazione

Solbiate Olona e i profughi fuggiti dalla Libia. Un rapporto positivo che diventa un esempio di integrazione e collaborazione tra Comune e associazioni. Solbiate è stato il primo paese ad ospitare cinque persone, 4 dal Bangladesh e 1 dalla Nigeria: sono arrivati lo scorso 19 luglio e da allora sono stati approntati una serie di provvedimenti per favorire la loro permanenza sul territorio comunale. Primo passo è stato quello di sistemare i profughi in uno stabile di fianco del Comune: «Avremmo dovuto destinarlo alla Polizia Locale – spiega l’assessore Mario Sansalone, coinvolto in prima persona con il sindaco Luigi Melis, il vice Pietro Macchi e l’altro assessore Andrea Aspesani -, ma la Finanziaria ci ha impedito di assumere un altro vigile e così abbiamo sistemato lì i profughi». Numerose le iniziative messe in campo dall’amministrazione comunale: «Li assistiamo su misura – spiega Sansalone -. Abbiamo predisposto dei vaucher per acquistare sigarette e cibo, li accompagniamo a fare acquisti nei negozi etnici di Busto e Gallarate dove i ragazzi del Bangladesh acquistano riso e il nigeriano farine particolari con le quali riescono a cucinare secondo le rispettive tradizioni e culture. Tutto in collaborazione con la Caritas di Solbiate, per il cui impegno ringraziamo Enrico della Valle. Inoltre, visto l’arrivo dell’inverno, grazie all’aiuto del City Garments, siamo riusciti a recuperare coperte, scarpe, giacconi e maglioni». Un impegno che prova a dare una risposta alle esigenze di queste persone, costrette a lasciare il paese dove si erano rifugiati per lavorare ed ora senza un futuro: «Dobbiamo pensare che tanti dei nostri nonni, ma anche dei nostri genitori, ha dovuto lasciare l’Italia per cercare di sopravvivere – spiega ancora l’assessore solbiatese -. Loro ci chiedono di poter lavorare, non vogliono stare fermi. Hanno storie tragiche alle spalle, hanno lasciato le loro famiglie, le mogli, i figli piccoli in Paesi lontanissimi, senza prospettive e con la paura di non poterli rivedere. Sono arrivati qui su dei barconi, stipati come bestie: il ragazzo nigeriano è partito il giorno prima della tragedia che ha visto la morte di 27 suoi connazionali. Lui ha vinto la lotteria, ma non può dimenticare i connazionali morti». I cinque ospitati a Solbiate Olona dovrebbero rimanere fino alla prossima estate, una volta cioè che l’iter per la richiesta di asilo politico sarà completata. L’arrivo di altre persone non è previsto, almeno al momento: «Credo che ognuno debba fare la sua parte – spiega Sansalone -. Ci sono 141 Comuni in provincia, se ognuno facesse la sua piccola parte sarebbe più facile la gestione per l’amministrazione comunale e più facile la vita per gli stranieri. Noi abbiamo cercato di non abbandonarli a sé stessi, ma di coinvolgerli». Proprio in questo senso vanno le ultime due iniziative messe in campo dal Comune di Solbiate Olona: un corso di alfabetizzazione in collaborazione con la cooperativa L’Orizzonte di Olgiate Olona e un piano di lavoro che consentirà ai profughi di pulire le strade dalle foglie. Piccole cose, che però aiutano a sentirsi vivi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2011
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