Juve Stabia più forte della penalizzazione

I campani sfidano il Varese nel dodicesimo turno del campionato di serie B. In classifica avrebbero un punto in più dei biancorossi. Squadra da combattimento, guidata dall'esperto Piero Braglia

Senza i sei punti di penalizzazione la Juve Stabia sarebbe a ridosso delle prime. I campani faranno visita al Varese nella dodicesima giornata del campionato: squadra da battaglia, come da battaglia è il mister dei gialloblu, Piero Braglia, colui che ha guidato le vespe allo storico ritorno in serie B dopo decenni di crisi, fallimenti, ripartenze complicate e difficoltà economiche perenni. La situazione attuale a livello societario è abbastanza solida con i presidenti Francesco Giglio e Francesco Manniello. L’area tecnica è coordinata da Salvatore Di Somma, vera anima della rinascita dei campani. In classifica, nonostante la pesante penalità comminata dalla Commissione Disciplinare (un punto per il ritardo nei pagamenti dei contributi Irpef e cinque punti per la presunta combine del derby col Sorrento del 2009), gli stabiesi hanno 10 punti, frutto di 5 vittorie, un pareggio e 5 sconfitte. Fuori casa le vittorie gialloblu sono state 2, con un pari e 3 sconfitte (ultima vittoria esterna nel 3-2 contro gli storici rivali della Nocerina). Nell’ultimo turno le vespe hanno sconfitto il Bari per 1-0, portando il ruolino di marcia a 5 vittorie nelle ultime 6 gare (in mezzo la sconfitta di misura con il Torino).
 
La rosa a disposizione di mister Braglia è senza dubbio competitiva. Si diceva una squadra da battaglia, con molti onesti lavoratori e qualche ottimo elemento. In porta i campani hanno puntato su due ragazzi di prospettiva, tra i migliori della categoria ed entrambi nel giro delle nazionali giovanili: Colombi, classe 1991, scuola Atalanta, è il titolare e viene dalla promozione dello scorso campionato; Seculin, classe 1990, scuola Fiorentina, è considerato uno dei più forti nel ruolo. In difesa Molinari con i suoi 36 anni è l’uomo d’esperienza; al suo fianco la forza fisica di Scognamiglio, mentre l’interista Biraghi è una validissima alternativa, così come Maury. Sulle fasce Balzaneddu e Di Cuonzo sono due ottimi terzini, con la possibilità di schierare l’eclettico Zito più basso. Proprio il napoletano viene schierato da ala, opposto di solito al talentuoso argentino Erpen. In mezzo, con l’ex biancorosso Danucci out per infortunio, c’è spazio per Cazzola e Scozzarella, duo valido e ben amalgamato. Le alternative sono rappresentate dai giovani Di Tacchio e Davì, ma anche gli esperti Mezavilla e Tarantino, che come Raimondi può fare l’ala alta. In avanti c’è abbondanza e qualità. Danilevicius è una punta di esperienza ideale per fare la boa e il punto di riferimento: intorno a lui ruotano o Sau, cresciuto alla corte di Zeman lo scorso anno al Foggia, oppure il giovanissimo nigeriano Mbakogu, una freccia dal dribbling facile che si sta ritagliando buoni spazi a suon di ottime prestazioni. A disposizione anche Zaza, 19enne prima punta scuola Sampdoria, oltre ai già citati Tarantino e Raimondi, capaci di giostrare da seconda punta. Ci sarebbe anche Savio Nsereko, ex promessa che si sta perdendo: ha lasciato il ritiro senza dire nulla a nessuno per andare a curarsi in Germania e la cosa non è logicamente piaciuta ai dirigenti campani.
 
Braglia fa giocare i suoi con un 4-4-2 “canonico”. Difesa non impermeabile al centro, con Molinari e Scognamiglio molto forti fisicamente, ma altrettanto lenti. Sulle fasce la copertura non è ermetica, dato che sia Di Cuonzo che Balzaneddu amano spingere e le ali spesso e volentieri non coprono le loro sortite offensive. Al centro Cazzola ha il compito di fare la legna e spezzare il gioco avversario, mentre Scozzarella o Mezavilla amano ispirare le punte e gli inserimenti degli esterni (Erpen molto offensivo, Zito più abbottonato): occhio all’ex Portogruaro, molto pericoloso sui calci da fermo. In avanti Danilevicius è un vecchio lupo della categoria, sa prendere posizione e di testa è un ariete; al suo fianco Sau cerca gli spazi per sgusciare tra le fila nemiche e spesso e volentieri ci riesce, così come l’altra freccia nell’arco di Braglia, Mbakogu, una delle rivelazioni di questo inizio di campionato (sono tutti a quota tre gol fatti). Le vespe erano partite male ma si stanno riprendendo alla grande: servirà grande attenzione contro un avversario che farebbe molto comodo tenere a distanza di sicurezza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2011
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