La conta degli asini

La protesta degli studenti del Liceo Manzoni ha scatenato commenti a non finire. I ragazzi ironizzano, ma non ci stanno a passare da fannulloni

Cento commenti in poche ore. È la risposta a un articolo che racconta il disagio di molti studenti. Quanto sta succedendo al liceo Manzoni ci aiuta a capire meglio cosa sta succedendo al nostro Paese. Di fronte a una situazione che cambia, non si studia, analizza, affronta il problema. Non ci si confronta per poi decidere come sarebbe logico. Non si tiene conto della complessità (per quanto qui siamo di fronte a un “piccolo” problema) e delle diverse esigenze. 

Gli studenti e le studentesse del Manzoni portano allo scoperto difetti profondi di un sistema che non mette più al centro la persona e la responsabilità. Dovremo ringraziarli e non insultarli come qualcuno fa. Ai ragazzi si deve chiedere di studiare e di impegnarsi per essere il faro della società nel futuro, ma tutti gli altri devono concorrere a gestire nel modo migliore ogni aspetto della vita di tutti. Come sta andando è lì da vedere. Il futuro è loro e bene fanno a sbatterci in faccia quanto questo roda ad alcuni adulti.
Da troppi anni si demolisce anziché costruire, e questo non dipende certo dai giovani che rivendicano qualcosa. Fa sorridere la frase “ai miei tempi”. È la banalizzazione delle cose e soprattutto divide anziché preoccuparsi di valorizzare. 
Insieme si cambia e non facendo la conta di chi sia più o meno asino.
Lasciamo ad alcuni commenti riassumere come viene letta la realtà. 
 
Una docente
La scuola, come luogo educativo, ha il dovere di ascoltare e recepire; quindi di rispondere.
 
Samuele
Siete solo una massa di piangina. Avete smesso l’altro giorno di farvi lavare i denti ed ora credete di comandare un plesso scolastico! Studiate e poi avrete i vostri diritti. Questo motivo a cui accennate è frivolo!
 
Carmelo
Siete una generazione in tilt. Una volta non c’era internet e tutte le altre facilonerie dove documentarsi e gli studenti erano migliori. Allora di chi è la colpa? Vostra, che anzichè essere diligenti siete soprattutto rivoltosi.
 
Massimo
I professori di scuole superiori rappresentano il peggio dell’Italia, senza preparazione, senza volontà, iperburocrati, sottoccupati, superprotetti da sindacati e pagati come se lavorassero 12 mesi mentre na fanno la metà di 9.
 
Uno studente
Mi sa tanto che a qualcuno rode che noi saremo una generazione che sarà in grado di cambiare le cose.. mentre voi avete portato la società a questi livelli
 
Una studentessa
Forse pochi sanno che la manifestazione di stamattina è nata perchè dopo quasi due mesi di scuola non sono stati ancora concessi dei permessi di uscita anticipata per quei studenti che altrimenti arriverebbero a casa ad orari veramente indecenti che superano anche le due ore dal termine delle lezioni. Non tutti hanno la fortuna di abitare in Varese e/o dintorni. Molte persone che non conoscono la situazione dovrebbero evitare di propinare maldicenze contro la nostra generazione di studenti!!
 
Zia Maria
Non capisco perché queste decisioni non possano essere discusse per tempo includendo anche i ragazzi…imporre dall’alto e fregarsene delle conseguenze non è leale, e apprezzo molto la protesta colorata ma composta di questi giovani che difendono i loro diritti senza incendiare nulla…certo il preside vuole accontentare i docenti che nella maggior parte di insegnare se ne fregano, basta incassare a fine mese la paga poi se i ragazzi imparano il tedesco che importa? Non mollate ragazzi!
 
Una mamma
Ma non è una notizia meravigliosa questa? I ragazzi accusati di apatia e menefreghismo che invece mostrano carattere e che carattere! Aiutateci a svegliare questo mondo di pensionati che non vogliono perdere i diritti acquisiti sulla vostra pelle, che vi hanno inquinato l’acqua e l’aria che vi hanno indebitati alla nascita! Siate costruttivi e non disfattisti…abbiate pena di chi vi invidia e rimbocchiamoci le maniche…ci toccheranno anni di sacrifici perdonateci ma insieme ce la faremo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2011
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