Lozza si affida alla tecnologia e sfida la crisi

Inaugurati dal sindaco Fabbian sia il sistema di videosorveglianza collegato alla stessa stanza del primo cittadino, sia l'impianto fotovoltaico che illumina strade e uffici pubblici

Il sistema di videosorveglianza con terminale sulla scrivania del sindaco di LozzaUn impianto di videosorveglianza collegato a un terminal posto sulla scrivania del Sindaco. Un impianto fotovoltaico da 856 pannelli per illuminare tutti gli edifici pubblici e le strade. È la tecnologia a dare una mano al sindaco di Lozza Fervida Adriana Fabbian, che proprio qualche giorno fa, al nostro giornale aveva affidato lo sfogo di un amministratore virtuoso che si sente pressato da una politica di risparmio asfissiante.

Con una cerimonia sobria, a cui è seguito un piccolo rinfresco offerto da anonimi cittadini, il Sindaco oggi, domenica 2 ottobre, ha prima inaugurato ufficialmente l’impianto di videosorveglianza dotato di 16 telecamere che inviano immagini su uno schermo posto sopra l’ingresso della stanza del sindaco. Le immagini, di altissima definizione anche in notturna, vengono catalogate e archiviate direttamente nel computer collocato sulla scrivania dello stesso primo cittadino: « Non possiamo permetterci polizia locale – commenta Adriana Fabbian – ci affidiamo alla tecnologia. Per le telecamere abbiamo avuto Impianto fotovoltaico di Lozzaun finanziamento ministeriale ma per il fotovoltaico ci siamo completamente arrangiati».

Ed è sempre la tecnologia a venire incontro alle casse tartassate del comune di Lozza: un mega impianto, voluto fortemente dall’assessore Carlo Bianchi scomparso un anno fa, è stato realizzato sulla collina che domina i lavori della Pedemontana. Il sole, dunque, aiuterà il piccolo comune ad alimentare i suoi sistemi energetici, garantendo illuminazione anche nelle zone più difficili.
Fuori dall’impianto, un cippo riporta una targa alla memoria di Carlo Bianchi “uomo illuminato”, la cui passione e determinazione hanno reso possibile l’inaugurazione odierna. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2011
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