Maran: “Non guardiamo la classifica”

Rolando Maran è soddisfatto, ma invita alla cautela. Cacciatore raggiante per il primo gol. Dedica di kurtic alla famiglia. Dal Canto: «Non sono preoccupato, una brutta mezzora puo' capitare»

Padova in nero per una serata nera. Il tre a zero rimediato al Franco Ossola non solo è un risultato inaspettato, ma pesante per una squadra considerata tra le favorite della serie B.
Varese, invece, che sorride per la terza vittoria consecutiva. Rolando Maran non fa trapelare mai un entusiasmo esagerato, ma questa volta un sorriso, per l’impresa compiuta, gli sfugge. «Bella serata – dice a caldo il mister del Varese – e un bel risultato contro una squadra che è tra le più forti del campionato. Una vittoria voluta, cercata e con la volontà di chiuderla a tutti i costi». Quella tra Varese e Padova è stata una partita dalle due facce. Nel primo tempo gli ospiti si sono resi più pericolosi, con due occasioni nitide. Nel secondo è venuto fuori il Varese. «Nei primi 45 minuti siamo stati con il colpo in canna- conferma Maran -. Abbiamo avuto paura dell’avversario, nel secondo tempo siamo usciti».

 

L’ingresso di Franco Lepore nella ripresa è stato un ritorno molto gradito dai tifosi che per tanti anni lo hanno applaudito durante la risalita dall’eccellenza alla C2. «E’ un giocatore del Varese –  spiega Maran – stava bene, si fatto è vedere e aveva voglia di dare un mano. Ho trovato dei ragazzi che si mettono a disposizione che danno tutto quello che possono. L’aspetto positivo è proprio la squadra nel suo insieme, a me non piace parlare di gruppo. Io chiedo grande serietà nel lavoro e grande rispetto. Quando vanno in campo insisto su un concetto: bisogna diventare un po’ più scomodi, essere più stretti e più corti. E se ci riusciamo vuol dire che c’è una grande applicazione dei giocatori».

 

Ora ci sono anche quindici punti che proiettano il Varese nei quartieri alti della classifica. «Io quando sono arrivato qui – conclude Maran – ho chiesto di non guardare la classifica e lunedì chiederò di continuare a non guardarla».


Alessandro Dal Canto, allenatore del Padova, non è preoccupato perché «una mezzora sbagliata puo’ capitare. Dopo lo svantaggio ci siamo spenti, abbiamo fatto un po’ di confusione e ci siamo appiattiti davanti». Senza togliere i meriti al Varese, il mister del Padova recrimina il primo gol su punizione. «Troppe volte andiamo in svantaggio su palla inattiva, dobbiamo fare maggiore attenzione e il primo gol del Varese è arrivato per caso. Ci vuole più fame per portare a casa i tre punti. Dopo il gol non siamo stati bravi, abbiamo avuto un’involuzione e ci siamo persi. Sono preoccupato il giusto, secondo me il punteggio è anche fin troppo cinico. Adesso ci aspetta il derby con il Vicenza».

 

Fabrizio Cacciatore, al suo primo gol e perdipiù quello del vantaggio, è raggiante: «Sono contento per la rete che finalmente è arrivata e soprattutto per la vittoria. Nel mio gol abbiamo usato uno schema con Troest a fare da sponda. Abbiamo dato una svolta al campionato battendo una delle squadre più forti della B. Ogni sabato dobbiamo fare la partita della vita. Io penso che il primo tempo a livello inconscio ci siamo preoccupati più del Padova e quindi di non farlo giocare». Jasmin Kurtic è emozionato. Il suo gol è stata un’autentica sassata scagliata da trenta metri. Un capolavoro di balistica pallonara. «Per me è importante giocare bene – cie lo sloveno – sia che faccio gol sia che non lo faccio, perché  se gioco bene sono felice. Io sono un centrocampista e dentro di me voglio giocare nel mio ruolo. Con Corti da partita in partita è andata meglio. Il gol lo dedico alla mia famiglia che per me è a cosa più importante»

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2011
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