Minacce e riti voodoo per far prostituire ragazze africane

In manette una 30enne nigeriana: faceva la “maitresse”, tenendo sotto scacco connazionali con violenza, minacce e riti magici

Riti voodoo, minacce e violenza per far prostituire ragazze africane arrivate in Italia in cerca di fortuna. Una trentenne nigeriana è stata arrestata nella mattinata di mercoledì 19 ottobre dagli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Varese. In manette è finita Helen Ekuase, 30 anni, accusata dei reati di induzione e sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con l’aggravante della violenza e minaccia attraverso riti magici di tipo “voodoo” e “ju-ju”.
 
L’indagine è stata avviata nei mesi scorsi, a seguito della denuncia di una giovane, anch’essa nigeriana: la ragazza ha raccontato di essere stata convinta a raggiungere clandestinamente l’Italia, sia con la promessa di un lavoro sicuro sia mediante il ricatto perverso di un rito magico, con l’obbligo peraltro di rimborsare successivamente la somma di 40 mila euro alla famiglia della “maitresse” per le spese di viaggio e mantenimento. La giovane ha descritto l’avventuroso viaggio attraverso il Ciad, il Niger, la Libia, fino a Lampedusa, da dove poi è stata destinata al Cie di Bari e da lì prelevata dalla sfruttatrice e condotta a Varese. Qui la sua vita si è tramutata presto in un vero e proprio inferno. Avvinta dal morboso legame creato dal voodoo, segnata da frequenti episodi di violenza fisica durante i quali veniva presa a pugni, schiaffi e calci, la giovane è stata costretta ad esercitare la prostituzione nelle zone boschive di Pianbosco di Tradate, zona dove la criminalità nigeriana è tradizionalmente molto attiva nello sfruttamento della prostituzione e della immigrazione clandestina: nel particolare “sistema nigeriano” la “maitresse” o “maman”, ex prostituta che è riuscita a riscattare il proprio debito, sfrutta giovani connazionali facendo leva sull’ingente credito nei loro confronti, per le spese sostenute per il viaggio e il mantenimento, nonché sul vincolo, ancora più intimo e profondo, creato dal voodoo, vera e propria “religione” per queste popolazioni.
 
La Squadra Mobile ha dapprima ricostruito il percorso fatto dalla donna, verificando l’arrivo a Lampedusa e i controlli di polizia a cui era stata sottoposta; successivamente ha rintracciato i pagamenti effettuati dalla malcapitata che ha denunciato lo sfruttamento, mediante Money Transfer, alla famiglia della sua sfruttatrice in Nigeria. Le indagini hanno inoltre permesso di accertare lo sfruttamento della prostituzione anche di un’altra ragazza, giunta in Italia con le medesime modalità e vittima dei medesimi riti ed episodi di violenza.
 
Entrambe le donne, dopo oltre due anni di sfruttamento ed umiliazioni fisiche e psicologiche, hanno deciso di fuggire. La “maitresse” arrestata, come risulta dalle intercettazioni telefoniche, ha incaricato parenti in Nigeria di operare i più efficaci riti magici affinché le due donne ritornassero da lei e, contestualmente, ha “agganciato” una nuova giovane che potesse rimpiazzare le altre due. La nuova vittima è stata blandita con la promessa di un lavoro e guadagni sicuramente superiori a quelli percepiti in patria, ovvero circa 20 euro al mese ed anch’essa era bersaglio di riti magici, effettuati direttamente dalla “maman”, per convincerla a partire per l’Italia.
 
La donna è ora in carcere a Monza e  dovrà rispondere di induzione e sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento della immigrazione clandestina.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2011
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