Morselli, quel gentleman delle lettere paladino della natura

Una mostra dedicata allo scrittore varesino morto suicida nel 1973 che voleva un “Museo per la buona edilizia varesina". Al Chiostro di Voltorre fino al 10 novembre

Una mostra dedicata a Guido Morselli e al suo amore per la natura. Lo scrittore morto suicida a Varese nel 1973, viene ricordato al Chiostro di Voltorre con libri, scritti, filmati e fotografie che raccontano di un «gentlemen della letteratura, con un genuino amore per la natura», così come ha voluto definirlo il professor Silvio Raffo durante l’inaugurazione che è stata aperta da Arturo Bortoluzzi, capofila dell’iniziativa. Oltre a ricordare la sua bravura di scrittore l’esposizione, che prende il titolo di "Morselli di arte e natura", omaggia lo scrittore sottolineando i «suoi paesaggi d’anima» ma anche il suo impegno concreto nella salvaguardia per la terra che lo aveva accolto. Diversi infatti, i brani che raccontano i paesaggi varesini, i tramonti, le camminate nel verde ma tanti anche gli articoli e le lettere dove parla di "soppressione sistematica dei giardini" intorno alla città e forte l’intenzione «di creare nella sua Villa Limido un “Museo per la buona edilizia varesina”», come spiegato da Linda Terzeroli, studiosa dello scrittore. «Per Morselli, tra tutti i sentimenti che si possono provare, il più forte è quello per la natura. Era un amore che dimostrava con le sue opere ma anche scrivendo a sindaci e giornali, richiamando l’attenzione e chiedendo di salvaguardare le aree verdi della città».

Nell’articolo del 1952, pubblicato su un quotidiano locale, e intitolato "La difesa del verde" Morselli parlava delle aree di Legnano, di Milano, di un comitato per la "difesa del Verde". Nel 1948 proponeva un piano regolatore per la città di Varese, «che prevedeva quello che sarebbe successo negli anni successivi» come spiegato da Fabio Binelli, assessore all’urbanistica del comune di Varese. «Sono diverse le aree che Morselli indica come “in pericolo” di urbanizzazione e che oggi vengono considerate periferiche al centro. Sicuramente ci ha lasciato un bel messaggio: preservare il paesaggio della nostra città». Avviso che è stato lanciato anche da Paola Piatti, rappresentante del Fai di Varese e dall’assessore provinciale Francesca Brianza.

Una mostra che scopre poi lo "scrittore suicida" come un uomo che trovava nella natura il suo amore per la vita e che «sognava una società dove uomo e natura fossero in armonia. Una società dove a tutti, e sopratutto ai più poveri, fosse lasciato il diritto di vivere nel verde». Letture che cancellano quindi, l’immagine cupa e misantropa che viene assegnata all’autore da sempre.

Una macchina da scrivere, libri, fotografie raccontano quindi dell’uomo e i suoi versi parlerano dell’artista (così come accade con l’annuale manifestazione letteraria, "Premio Morselli"). Oggetti che arrivano dalla biblioteca comunale di Varese, dal centro manoscritti dell’Università di Pavia, da collezioni private e dalla Casina Rosa e che presentano la vita di Morselli dal 1942 al 1973. In mostra anche con documenti inediti come il film di Alberto Buscaglia "Alla ricerca di Guido", immagini girate dallo stesso scrittore su pellicola da 8 millimetri, i manoscritti del "dizionarietto dietetico". La mostra resterà aperta fino al 10 novembre.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2011
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