Nel cielo per “riscoprire” i raggi cosmici

Il Gruppo astronomico tradatese pronto per un esperimento scientifico “unico in Europa”, lanciando la missione Vhanessa, un pallone che raggiungerà con diverse strumentazioni la quota 7mila

C’è grande attesa tra gli appassionati del Gruppo Astronomicio Tradatese, per l’avvicinarsi della missione Vhanessa (Victor Hess Airballom Nrew Expedition Searching Signal of Astroparticles), un volo in pallone fino a 7mila metri, con cui gli astronomi tradatesi vogliono ricordare e riprodurre il celebre esperimento con cui il fisico austriaco Victor Hess scoprì 100 anni fa i raggi cosmici provenienti dallo spazio.

Con Vhanessa, una missione scientifica che il Gat definisce unica in Europa, gli appassionati porteranno a circa 7mila metri di altezza una complessa serie di strumentazioni scientifiche messe a punto da Marco Arcani in circa due anni di lavoro: il volo in pallone, è stato prenotato presso la ditta specializzata Ballom team di Lugano, e la finestra di lancio è stata in questi giorni decisa a partire dal prossimo 9 Novembre (la data non è assoluta perché la complessità della missione esige condizioni climatiche ottimali). Assieme all’equipaggio, il GAT ha selezionato per il volo su Vhanessa due suoi esponenti: lo stesso Marco Arcani ed Antonio Paganoni.

«Come noto V. Hess fece la grande scoperta dell’esistenza di un flusso di particelle ad alta energia (soprattutto protoni ed elettroni) proveniente dallo spazio profondo (buchi neri e supernovae), salendo con un pallone a 6mila metri di altezza e verificando (pur con rivelatori molto semplici) che le particelle tendevano progressivamente ad aumentare – spiega Cesare Guaita, presidente del Gat -. Queste particelle ad alta energia non arrivano direttamente sulla superficie terrestre per la protezione della nostra atmosfera: piuttosto colpendo le molecole dell’aria producono particelle secondarie (in particolare muoni) che a loro volta possono essere rivelate. È chiaro, però, che solo salendo ad alta quota, al limite dell’atmosfera, la radiazione cosmica diventa perfettamente evidenziabile».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2011
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