Non sono entrato nella tribù

Marco Giovannelli sulla morte di Steve Jobs

marco iphoneUn giorno il mio collaboratore più giovane, un po’ un figlioccio per me, mi dice: «Ma pensa tu se dobbiamo farci guidare da uno che ha paura dell’iPhone».
Avevamo acquistato alcuni di questi "aggeggi" da oltre un mese e il mio era rimasto chiuso e impacchettato nel cassetto. Stiamo parlando di due anni fa, mica di chissà quando. Lo insultai, ma due giorni dopo aprii il mio iPhone e iniziai a "giocarci". Da allora mi segue e mi risolve un mare di problemi.
E dire che in redazione avevo uno dei più esperti in Italia, tanto che Simone Gambirasio aveva già scritto diversi libri per la Hoepli proprio sullo smartphone più famoso che stava rivoluzionando un’altra volta il mondo della tecnologia e non solo quello.
Simone è un cultore di Jobs e della Apple, ma come spesso accade il limite con il "fanatismo" ti tiene ancor più lontano dal prendere in considerazione il fatto di "entrare in una sorta di tribù". Sciocco e banale, mi dico oggi. Quella disputa intorno al Mac mi aveva seguito da anni, ma non mi era mai sfiorata l’idea di cambiare e abbandonare i mitici computer.
Fu il viaggio in vespa, l’uso di iPhone, l’ingresso più partecipato a Facebook a spingermi ad acquistare un MacBook Pro. La mia vita non è cambiata. Non sono entrato nella tribù di Jobs, ma di sicuro ho iniziato a considerare in modo diverso quanti mi dicevano in coro "passa a Mac, vedrai…"
Non gli ho dato grande soddisfazione e non sono diventato un altro dei grandi promotori della Apple, ma stamattina quando mi è arrivata l’email da Stefania sulla morte di Jobs e mi sono messo a leggere l’articolo, ho sentito vibrare un’emozione che non mi aspettavo.
Sono uno di quelli che per scrivere sta picchiettando su una tastiera pensata da questo grande dell’innovazione. Ho letto il pezzo della mia collaboratrice da un iPad e devo a Jobs molti cambiamenti anche professionali.
Non sono uno di quelli che lo seguiva e nemmeno uno "convertito" in todo, ma stamattina sento di dover dire un immenso grazie a quest’uomo. Un grazie anche a nome di chi riterrà esagerata tanta attenzione, ma Steve Jobs ha contribuito a cambiare il mondo e a renderlo certamente un po’ migliore.
Arrivederci Steve. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 ottobre 2011
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