Opere da indossare. Hermès porta a Villa Panza i souvenir di seta firmati Buren

Moda e arte si incontrano nella mostra di carrè d'artista nella suggestiva cornice degli ambienti della villa varesina

“A chi ci accusa che a Villa Panza organizziamo eventi troppo raffinati, dico che questo è il più raffinato di tutti” così Marco Magnifico, Vice Direttore esecutivo del Fai, apre la presentazione della mostra Photos-Souvenirs au carré di Daniel Buren. Gli ingredienti, in effetti ci sono tutti: una importante casa di moda come Hermès, un grande artista come Daniel Buren, una tiratura di pezzi unici di carrè, ovvero foulard di seta firmati dall’artista.
L’idea nasce dal direttore artistico di Hermès Pierre-Alexis Dumas che per la linea Editeur esprime la volontà di instaurare un dialogo tra la creatività contemporanea e i mestieri d’arte della maison francese. E dopo l’omaggio a Josef Albers, la scelta verte su un artista vivente contemporaneo con la produzione di pezzi unici che riproducono fotografie realizzate da Buren in tutto il mondo in cinquant’anni di viaggi, incorniciate dalle righe colorate di 8,7 centimetri diventate ormai la sua firma stilistica.
La strada che unisce Parigi a Varese è tracciata da Giovanni Agosti, storico dell’arte, che dopo aver visto il progetto pensa che la cornice ideale per esporlo sia quella di Villa Panza. Non solo perché Giuseppe Panza di Biumo fu uno tra i primi a collezionare un’opera ambientale di Buren già nel 1968, visitabile eccezionalmente in occasione della mostra, ma anche perché la filosofia di Hermès volta alla cura del dettaglio sarebbe stata condivisa dal Conte, famoso per la sua dolce ossessione volta alla perfezione. Hermès per questo progetto rinuncia ai suoi famosi cavalli al passo, carrozze e immagini canoniche che hanno reso i suoi foulard famosi in tutto il mondo per lasciare spazio a fotografie (bellissime) di scorci d’Italia, Messico, Corea, Francia, tra gli altri. 365 pezzi unici, colorati e poetici al tempo stesso, che in una selezione di 24 pezzi sventolano nell’allestimento progettato per la cornice delle scuderie. Quadrati di seta come fossero finestre sul mondo, dettagli della realtà per un artista che ha fatto dell’astratto la sua più intensa ricerca artistica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2011
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