Palestinesi prigionieri: digiuno a turno per un gruppo di varesini

Un gruppo di persone a titolo individuale vuole "manifestare la propria vicinanza a tutti i prigionieri palestinesi rinchiusi nelle prigioni israeliane"

prigionieri vignettaAnche a Varese, come in altre città italiane e del mondo, un gruppo di persone, a titolo individuale, vuol manifestare la propria vicinanza a tutti i prigionieri palestinesi rinchiusi nelle prigioni israeliane, compresi donne e minori,  (http://www.infopal.it/leggi.php?id=17012 ).
"Molti di questi prigionieri – dice  in una nota un gruppo di attivisti – stanno praticando in questo periodo un duro sciopero della fame, con richieste minimali: non chiedono di essere liberati, semplicemente , ma solo di essere trattati umanamente, almeno (http://nena-news.globalist.it/?p=13386 ).
Non chiedono di esser liberati perché sanno che se lo facessero ne morirebbero moltissimi di fame prima che qualcuno riuscisse davvero a ritornare libero".
"Ma di cosa sarebbero “colpevoli”, queste persone? – continuano gli attivisti – Di resistenza, cioè di “legittima difesa”, e quanto impari!
Possiamo poi immaginare che tribunali saranno, quelli della (pre-)potenza occupante che li giudicano “colpevoli” . Per non dire di coloro che non sono nemmeno stati incolpati di alcun reato, e non verranno mai processati, perché in “detenzione amministrativa”, alla mercé dei loro illegali occupanti ed altrettanto illegali detentori-torturatori-assassini". 
A Varese, come forma di solidarietà è stato scelto di fare a turno un digiuno di un giorno (dal risveglio si beve solo thé sino al risveglio del giorno dopo):
Venerdì 14 ottobre ha digiunato Filippo, sabato 15 Anna, domenica 16 Gisa, lunedì 17 Valeria, martedì 18 Fiorella, …..

Filippo, Anna, Gisa, Valeria e Fiorella

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 ottobre 2011
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