Polentata tra leghisti eretici? “Era una goliardata ma…”

C’era la fotografia di Jim Morrison sulla porta del locale. Maroni: "Non ne so niente, io ho pranzato a casa con la mia famiglia"

I leghisti ribelli non si disperdono, anzi si riuniscono. Domenica pomeriggio circa 200 militanti si sono radunati al centro ricreativo di Buguggiate. Si tratta di leghisti che hanno contestato Maurilio Canton e che ritengono la sua elezione a segretario provinciale un errore.  Innanzitutto una notizia, che cosa hanno mangiatoi leghisti guidati dall’ex sindaco Alessandro Vedani, padrone di casa? «Formaggi, salumi, polenta e bruscitt, innaffiato da buon vino» conferma Vedani, e almeno in questo si può dire che non ci sia traccia di eresia, perché i militanti del caroccio che hanno partecipato al pranzo non si sono nutriti a kebab  e cous cous. Ma alcuni appunti sulla giornata dei leghisti delusi dall’elezioni di Canton vanno fatti. I partecipanti alla riunione sono contro la sostituzione di Giancarlo Giorgetti dalla poltrona di segretario nazionale lombardo, e sono avversari del segretario provinciale Canton.

«E’ stata più che altro una cosa goliardica – spiega Vedani – in queste settimane abbia letto gli articoli che parlavano di liste di epurazioni con tanti nomi, non sappiamo e siano vere o meno, ma abbiamo deciso di radunare un po’ tutti quelli che sarebbe in odore di epurazione. Di certo è reale un certo clima di guerra fredda, che però abbiamo in qualche modo voluto stemperare. Nessuna polemica ai vertici del partito – continua Vedani – ma il senso politico dell’incontro comunque c’è, perché siamo tanti militanti che, come ho già detto, pensano che una minoranza abbia prevalso su una maggioranza».

Ci si parla a piccoli segnali. A Buguggiate c’era la fotografia di Jim Morrison sulla porta del locale, e il discorso di Alessandro Vedani al congresso leghista citava proprio il guru dei Doors. Le parole dell’assessore di Buguggiate sono il faro di questo gruppo di leghisti maroniani. All’interno del locale non c’erano simboli, perché non doveva essere una riunione di partito. L’obiettivo era far vedere che l’opposizione interna è viva. 

A Roberto Maroni, oggi, è stato chiesto che cosa ne pensasse di questo pranzo tra presunti eretici: «Non ne so niente – ha risposto – io ho pranzato a casa con la mia famiglia».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2011
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