Preso “Turi basetta”, ultimo capo cosca della mafia bustocca

Era sfuggito agli arresti dell'operazione Tetragona e si nascondeva in un casolare nei pressi di Ferno dove la famiglia andava a trovarlo regolarmente. Gli uomini della Squadra Mobile di Varese lo hanno trovato a letto

Si nascondeva, come ogni latitante che si rispetti, in un casolare dotato di nascondiglio l’ultimo boss dei Rinzivillo che mancava all’appello, il 67enne Salvatore Fiorito (foto a sin.). Il casolare in questione, però, non è nelle campagne gelesi ma a Ferno, nel cuore della provincia varesotta a due passi da Malpensa. L’anziano esponente della cosca che ha spadroneggiato per molti anni nella zona di Busto Arsizio era ancora a letto questa mattina, martedì, quando gli uomini alle dipendenze del capo della squadra mobile Sebastiano Bartolotta (foto in basso) lo hanno trovato: «Vi aspettavo per Natale» – sono state le sue parole prima di essere ammanettato e portato in carcere. Gli investigatori sono arrivati a lui pedinando la sua famiglia che spesso e volentieri si ritrovava nei pressi di quella casa.

Salvatore Fiorito è soprannominato Turi Basetta ed è l‘unico ad essere sfuggito, il 18 maggio scorso, agli arresti dell’operazione Tetragona che ha smantellato il clan Rinzivillo-Emanuello con 63 ordinanze di custodia cautelare eseguite tra Busto Arsizio e Gela. A Busto finirono in manette Rosario Vizzini (oggi pentito), Fabio e Dario Nicastro, Rosario Bonvissuto, Emanuele Napolitano (già arrestati con l’operazione Fire Off) e Angelo Vizzini, Aldo Pione, Nunzio Tallarita, Pietro Caielli, Sergio De Bernardi. Mancava solo lui, Turi basetta o zu Turi, come lo chiamava Vizzini. Quest’ultimo era a capo della cosca operante nella zona del bustocco ma era anche nel mirino di Fiorito dal 2009, dopo che sul Vizzini si erano addensati i sospetti della cosca madre a Gela per mancati versamenti di soldi derivanti da estorsioni nel Varesotto.

In quell’anno, infatti, Crocifisso Rinzivillo (detto Gino) e altri esponenti organizzarono addirittura un summit a Roma per chiarire che fine avessero fatto i soldi di alcune estorsioni e fu proprio Fiorito a far emergere il problema in seno al clan alimentando i sospetti su Vizzini. Fabio Nicastro, braccio di destro di Vizzini, fu incaricato di ucciderlo dallo stesso Fiorito.

La storia di Fiorito in provincia di Varese risale agli anni ’80 quando fu coinvolto in vari fatti di sangue, quali il tentato omicidio di Giovanni Favaro e l’omicidio di  Francesco Minardi. Fu posto in stato di fermo per l’omicidio del pregiudicato Gaetano Greco, nativo di Gela ma domiciliato in Somma Lombardo. Il suo cadavere venne rinvenuto all’interno del portabagagli della sua autovettura, attinto da colpi d’arma da fuoco, cal. 7.65. Fin dalle prime indagini, era emerso che Greco era solito frequentare Fiorito e Crocifisso Rinzivillo. A conferma che le cosche operavano nel Basso Varesotto già allora. Zu Turi, questa volta, è accusato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, associazione mafiosa , estorsioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2011
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