Quale futuro per la psichiatria: esperti insubrici a confronto

Convegno venerdì 28 ottobre al centro diurno di Luvino tra psichiatri di Lombardia, Piemonte e Svizzera. Al centro del confronto le linee strategiche degli interventi psichiatrici

Venerdì 28 ottobre presso il Centro Diurno Luvino (antico nome di Luino) di Luino avrà luogo un importante evento interattivo che prevede lo scambio di esperienze tra noti operatori psichiatrici di Lombardia, Piemonte e Svizzera. Interattivo in quanto sarà basato non tanto su un ascolto passivo (seppur attento) ma su un confronto serrato e costruttivo tra i relatori ed il pubblico, il tutto mediato da discussant esperti.

Tema generale sarà delineare le linee strategiche degli interventi psichiatrici e, più ampiamente riguardanti la salute mentale, del prossimo futuro. «Il tasso di ricovero per schizofrenia è in via di progressiva riduzione, – afferma il dott. Piccinelli della Psichiatria del Verbano – mentre hanno registrato un certo incremento negli anni i ricoveri per disturbi dell’umore (soprattutto depressione), disturbi di personalità e disturbi mentali organici».

Il grande cambiamento avvenuto nel volgere di pochi anni, oltre che nei disturbi presentatisi, anche nell’approccio al disagio psichico, sarà analizzato e sarà oggetto di riflessione mettendo a confronto le modalità operative e le epistemologie del Nord Italia e della Svizzera. In base a tale analisi verrano ridisegnati i percorsi terapeutici secondo dettami scientifici articolati e condivisi.
L’evento prevede tre sessioni monotematiche:
L’approccio al paziente psichiatrico difficile;
Riabilitazione e terapie espressive;
Quali psicoterapie nei servizi Psichiatrici?

Seguirà la tavola rotonda Interfaccia tra servizi psichiatrici e tessuto sociale che vedrà affrontarsi, nello stimolante tema del reinserimento sociale dei pazienti, i rappresentanti di servizi psichiatrici, dell’Unione Italiana Sport per tutti, di associazioni di familiari, di professori e di studenti di scuole superiori.

«Le cure psichiatriche non possono ridursi ad una mera somministrazione di farmaci – afferma il dott. Cioffi, Primario della Psichiatria del Verbano – ma devono far sì che il paziente ritrovi comprensione e dignità nella possibilità di reinserimento sociale e lavorativo. La tecnica deve essere al servizio dell’uomo e non viceversa; l’assistenza deve essere a misura di paziente».

«È ormai universalmente assodato – sottolinea il dott. Pedroni della Psichiatria del Verbano – che l’approccio integrato ai disturbi mentali garantisce una maggiore efficacia nei trattamenti e nel buon esito degli stessi».

«Sarà da porre grande attenzione nel rendere sempre più permeabili le comunità psichiatriche – aggiunge il dott. Bianco della Psichiatria del Verbano – in modo da poter condividere con il territorio eventi culturali e di spettacolo che rappresentino occasioni di scambio e conoscenza in un’ottica di lotta allo stigma e di inclusione sociale».

È prevista la presenza di un centinaio tra operatori, utenti, familiari, studenti, volontari e semplici cittadini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2011
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